Newsletter di informazione di FOCUS- Casa dei Diritti Sociali

Anno 4 del 8 settembre 2011

08/09/2011 di Redazione
Newsletter di informazione di FOCUS- Casa dei Diritti Sociali

Primo piano
Morti in mare e respingimenti, nulla è cambiato
Lampedusa 7 Settembre 2011
A Lampedusa la tensione rimane alta. Dopo gli sbarchi degli ultimi giorni, centinaia di migranti, prigionieri sull'isola siciliana, hanno dato vita ad una serie di proteste. Un centinaio di Tunisini sono scappati dal centro di accoglienza e raggiungendo il molo hanno manifestato chiedendo di non essere rimpatriati, di non essere trasferiti.
La commissione Libertà Civili del Parlamento europeo ha deciso di chiedere chiarimenti al Commissario Affari Interni, Cecilia  Malmstrom, circa i recenti episodi di respingimento in mare, da parte di autorità italiane, di battelli provenienti dalla Tunisia, in violazione della Convenzione di Ginevra sui Rifugiati. Cecilia Malstorm, attraverso una lettera, sarà invitata a presenziare alla prossima riunione della commissione, che si terrà il 19 di questo mese, per fornire spiegazioni dettagliate. Anche la Boldrini, Portavoce dell`Acnur, l`Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di rifugiati, ha espresso un giudizio negativo sui fatti del 21 agosto, quando 104 migranti che erano stati soccorsi in mare perché la loro barca era in avaria, furono respinti dalla nave Borsini della Marina Militare che li consegnò a una motovedetta tunisina. L'Acnur chiede lo stop dei respingimenti, la garanzia del diritto di accesso al territorio, la procedura di identificazione, l`accesso alla procedura di asilo e - solo in caso negativo - il provvedimento di respingimento. "Chiediamo solo l`applicazione della legge - ha detto Laura Boldrini -. Anche se sappiamo che i tunisini sono spesso migranti economici, l'esame deve comunque essere individuale poiché la legge non ammette provvedimenti collettivi di allontanamento dal territorio".
Dello stesso parere Amnesty International che accusa l'Italia di aver: "Violato il principio di non refoulement". Attraverso un comunicato pubblicato sul suo sito, l'Organizzazione chiede alle autorità italiane che "ogni operazione di pattugliamento in acque nazionali e internazionali abbia come obiettivo principale assicurare la salvezza e l'incolumità delle persone che si trovano in mare". Il comunicato prosegue: "Le imbarcazioni addette al pattugliamento dovrebbero individuare e soccorrere coloro che si trovano in difficoltà e fornire loro immediata assistenza, invece di cercare di intercettarle con l'intento di respingerle verso il paese di provenienza o un paese terzo". Amnesty International è inoltre preoccupata per il fatto che il respingimento del 21 agosto potrebbe essere conseguenza dell'accordo raggiunto tra le autorità italiane e quelle tunisine il 5 aprile 2011. Per chiarire la situazione il Parlamento Europeo chiederà l'accesso al trattato bilaterale siglato tra Roma e Tunisi, i cui contenuti al momento non sono ancora di pubblico dominio.
Nel frattempo arrivano ulteriori accuse all'Italia sul tema immigrazione. Da Strasburgo il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, nell'ultimo rapporto sul nostro Paese, chiede di interrompere una volta per tutte gli slogan razzisti dei politici, soprattutto nelle loro campagne elettorali. Ultimo caso quello della Lega nelle ultime amministrative a Milano, i cui manifesti avevano slogan contro i Rom, le moschee. Nel documento si sottolinea anche che pochi passi avanti, se non addirittura nessuno, sono stati fatti negli ultimi tre anni dalle autorità italiane nel garantire il rispetto dei diritti umani di rom e immigrati.

A Tripoli rifugiati senza assistenza. L'allarme dell'Unicef e di Msf
Libia 7 Settembre 2011
Sul fronte umanitario Tripoli è alle prese con una crisi umanitaria senza precedenti. Questo in sostanza il contenuto dell'appello lanciato da Medici senza frontiere, che fa eco a quello dell'Unicef. L'organizzazione medico-umanitaria denuncia una situazione sempre più difficile nella capitale libica, che è ormai allo stremo, con centinaia di migranti e rifugiati che vivono in condizioni terribili, senza adeguata assistenza medica e senza alcuna sicurezza.
Una comunità di circa 1000 rifugiati e migranti, precisa Msf, vive all'interno e nei pressi di alcune imbarcazioni presenti in una base militare abbandonata a Tripoli, mentre un altro gruppo di 200 persone ha trovato rifugio in una fattoria da quando sono scoppiati i combattimenti nella zona sud della città.
"Molte di queste persone erano già fuggite dai combattimenti nei loro paesi d'origine, come la Somalia, il Sudan e altri paesi africani", dichiara Simon Burroughs, coordinatore dell'emergenza per Msf a Tripoli. "Alcune persone sono venute in questi campi di fortuna per trovare un modo per raggiungere l'Europa in barca, mentre altre ci sono venute per cercare rifugio e fuggire dai combattimenti in corso a Tripoli. Ma sono tutti intrappolati senza un posto in cui andare".
E l'incertezza della situazione sul campo, con i continui scontri fra i ribelli e le sacche di resistenza fedeli al colonnello Gheddafi, lascia un segno pesante sul corpo e sulla mente: "Molti di loro presentano infezioni respiratorie, malattie della pelle e disturbi gastro-intestinali - dichiara Paulo Reis, coordinatore medico di Msf - questi problemi di salute sono legati alle loro condizioni di vita estremamente precaria e in molti casi sono peggiorati dalla situazione di enorme stress, inclusa la difficoltà a dormire la notte a causa della costante paura".
Anche l'Unicef ha richiamato l'attenzione sulle disastrose condizioni in cui verte la popolazione libica di Tripoli. L'agenzia Onu, tramite la responsabile dell'ufficio in Libia, si è detta estremamente preoccupata "poiché - ha detto Christian Balslev-Olesen - ci dovrebbe essere una carenza di acqua nei prossimi giorni. Ciò potrebbe trasformarsi in un'epidemia sanitaria senza precedenti". Un team tecnico dell'Unicef sta collaborando con le autorità libiche per facilitare una valutazione sui pozzi e individuare alternative per le fonti d'acqua. Nell'ambito del Regional Flash Appeal delle Nazioni Unite, l'Unicef ha lanciato un appello di raccolta fondi per 20,5 milioni di dollari, necessari per far fronte alle necessità di bambini e donne in Libia, così come di coloro che sono fuggiti nei paesi limitrofi. Per le donazioni, informazioni sono disponibili sul sito www.unicef.it.
Intanto la Commissione UE si è detta pronta ad aumentare il suo aiuto per Tripoli. Al momento ha stanziato 10 milioni di euro ed ha aperto un ufficio nella capitale libica dove sono al lavoro quattro esperti per far fronte all'emergenza umanitaria.

Somalia, migliaia di persone rischiano di morire di fame. L'Onu dichiara lo stato di carestia per la zona di Bay
Somalia 6 Settembre 2011
La situazione in Somalia e nel resto del Corno d'Africa diventa più grave di settimana in settimana. L'Onu ha aggiunto una sesta regione, quella di Bay, nel sud del Paese, all'elenco delle aree ufficialmente dichiarate in stato di carestia, che adesso comprende tutta la porzione meridionale della Somalia, inclusa la capitale Mogadiscio.
Gli aiuti internazionali sono largamente insufficienti a coprire i bisogni della popolazione e ci sono enormi difficoltà nella consegna degli aiuti, a causa della mancanza di un governo centrale e della situazione caotica in molte province. Finora i fondi raccolti dalle Ong sono 1,46 miliardi di dollari, almeno un miliardo di meno di quanto stimato per un intervento efficace.
Secondo le Nazioni unite, sono almeno 12 milioni le persone esposte al rischio di gravissima denutrizione a causa della peggiore carestia degli ultimi sessanta anni. Di questi, almeno 4 milioni sono in Somalia, e secondo l'Agenzia Onu per l'Analisi della sicurezza alimentare (Fsnau), ci sono almeno 750 mila persone in Somalia che potrebbero morire di fame nelle prossime settimane se non arrivano più aiuti.
Diverso, invece, il caso dell'Eritrea. La dittatura di Isaias Afwerki non fornisce dati ufficiali sulla situazione nel paese, anzi sostiene che il raccolto quest'anno sia stato particolarmente abbondante e dunque che non c'è rischio di carestia. Secondo la Bbc, però, la realtà è diversa. Almeno 900 persone stanno passando ogni giorno il confine, militarizzato, tra l'Eritrea e l'Etiopia e molte di questi profughi portano segni di malnutrizione. I dati satellitari raccolti dai sistemi meteo internazionali dimostrerebbero che le precipitazioni da giugno a oggi sono state sotto la media annuale e fonti dell'opposizione eritrea in esilio raccontano di penuria di generi alimentari e bambini malnutriti.
Il governo eritreo negli ultimi anni ha espulso dal paese le principali agenzie internazionali e non consente l'accesso alle Ong straniere, per cui è molto difficile verificare in modo indipendente quale sia la situazione reale. Il sospetto fondato, però, è che anche in Eritrea si stia consumando una tragedia umanitaria, che la dittatura non vuole far conoscere per evitare di essere messa sotto pressione dalla comunità internazionale. Alcune fonti dell'opposizione eritrea in Italia - che preferiscono non essere identificate per ragioni di sicurezza personale - confermano che almeno in certe regioni del paese, verso il confine con l'Etiopia, la situazione è molto grave.

Migranti, 10 mila nuovi ingressi per studio nel 2011
Roma 7 Settembre 2011
L'Italia riapre le porte ai lavoratori stranieri, ma solo a diecimila fortunati ammessi a seguire corsi di formazione professionali o tirocini. Il via libera arriva da un decreto firmato dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.
I nuovi ingressi nulla hanno a che fare con la corsa alle quote dell'ultimo decreto flussi: una lotteria partita il 31 gennaio scorso, i cui lavori di smaltimento delle domande non si sono ancora esauriti. A vincere un "posto da regolare" sono stati allora solo i più veloci, vista la scarsità delle quote in palio (86.580 nuovi ingressi e 11.500 conversioni di permessi di soggiorno). Basti pensare che solo nelle prima quattro ore i server del Viminale avevano registrato ben 300mila domande d'assunzione.
Il nuovo decreto del ministro Sacconi non riguarda invece chi viene in Italia per lavorare, ma solo chi chiede di qualificarsi e imparare un mestiere. In palio ci sono diecimila permessi di studio. Le domande dovranno essere presentate ai consolati italiani all'estero insieme alla richiesta del visto, la documentazione relativa al corso o al tirocinio che farà in Italia. Si avrà così diritto a un permesso per studio che potrà essere convertito in un permesso per lavoro solo da chi, alla fine del corso o del tirocinio, troverà un datore di lavoro pronto ad assumerlo, rispettando i limiti delle quote per le conversioni  fissate dal governo.
Nel dettaglio per il 2011 sono ammessi in Italia 5mila cittadini stranieri per frequentare corsi di formazione professionale di durata non superiore ai 24 mesi, organizzati da enti di formazione accreditati, e altri 5mila stranieri per svolgere tirocini formativi e d'orientamento. Le quote sono ripartite tra le Regioni. In testa, Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.

Olanda, gioco a premi sulla dignità dei migranti
Olanda 6 Settembre 2011
Un nuovo show televisivo olandese mette in gioco la dignità dei migranti e c'è davvero poco di cui divertirsi. I protagonisti del programma sono migranti a quali è stato respinta la richiesta di permesso di soggiorno ed entro pochi mesi saranno costretti a lasciare il Vecchio Continente. I concorrenti devono rispondere a domande sulla storia e sulla cultura dell'Olanda e il vincitore otterrà 4.000 euro con i quali potrà ricominciare una nuova vita nel proprio paese d'origine.
Gli autori si difendono dalle critiche che li accusano di razzismo, dichiarando che l'elemento centrale del gioco è il sarcasmo: Weg van Nederland, che può significare sia «Ama i Paesi Bassi» sia «Via dall'Olanda», "dimostra come gli immigrati clandestini siano perfettamente integrati nella società olandese e conferma - a differenza di ciò che dice Geert Wilders, leader del partito xenofobo Dutch Freedom Party -che essi non sono affatto un pericolo per l'integrità culturale del paese nordeuropeo". Seppur i fini possano essere nobili, anche se c'è da dubitarne, il gioco lede la dignità del migrante speculando sulle loro tragedie personali. Nella puntata pilota andata in onda giovedì scorso sul network «Vpro» si sono affrontati cinque giovani. Tutti hanno vissuto e studiato a lungo in Olanda. Tra questi si sono distinti un ingegnere aeronautico camerunense e uno studente di lingue slave d'origine cecena. Alla fine però ha prevalso Gulistan, un diciottenne curdo, fuggito dall'Armenia undici anni fa, che è riuscito a riprodurre da un blocco di formaggio una perfetta mappa dei Paesi Bassi, ma anche a indovinare il nome del primo re del Paese che ancora per poco tempo lo ospiterà. Sarà espulso dall'Olanda nei prossimi mesi assieme ad altri 11.500 migranti.
«Fino a oggi si parlava di clandestini solo per raccontare storie tragiche - dichiara Frank Wiering, direttore del programma - Ora invece essi partecipano da protagonisti a un evento sarcastico e penso che ciò sia un'ottima opportunità». Ci chiediamo cosa ci sia di divertente o sarcastico nel vedere un gioco in cui i concorrenti sconfitti come premi di consolazione ricevono sacchi pieni di bulbi di tulipani e giubbetti antiproiettile. Di certo si tratta di una mossa furba per cavalcare l'onda del problema dell'immigrazione per conquistare un'audience maggiore, ma c'è da chiedersi: a chi può piacere un simile show?

"Intercultura e cittadinanza nel 150° dell'Unità d'Italia"
Torrecuso: 2 settembre 1860. I fatti e le idee
Venerdì 2 Settembre, "'ncoppa corte" a Torrecuso, nell'ambito della XXXVII edizione di Vinestate, si è tenuta la presentazione di "2 settembre 1860: i fatti e le idee. Il contributo di Torrecuso ai 150 anni di storia della Provincia di Benevento", il laboratorio interculturale realizzato da FOCUS-Casa dei Diritti Sociali con gli alunni delle classi terze secondarie dell'Istituto Comprensivo "A. Fusco". Nel giorno in cui, 151 anni fa, proprio da Torrecuso prendevano avvio i moti risorgimentali che avrebbero portato alla liberazione dai Borbone e dal papato e alla nascita della prima provincia del Regno d'Italia, i giovani adolescenti della terza media hanno ricordato il contributo decisivo che le donne e gli uomini torrecusani hanno portato alla storia del nostro territorio e di tutto il Paese.
La serata, realizzata anche grazie alla collaborazione della Pro Loco di Torrecuso, ha avuto inizio con un brindisi a base di tarallucci e vino rosé, gentilmente offerto dalle cantine presenti alla rassegna enologica, per sostenere l'ottenimento dell'etichetta DOCG da parte dell'Aglianico del Taburno rosato, e restare in linea con il tema di questa edizione della rassegna, "la Vigne en rose", dedicata appunto al ruolo delle donne nel mondo del vino.
Il programma è proseguito con l'esecuzione di alcuni canti risorgimentali da parte del Coro del Centro Sociale Anziani di Torrecuso che hanno aperto l'evento; sono seguiti i saluti di Alessandra Limata, presidente del Consiglio d'Istituto, di Giulio Russo, presidente di FOCUS-Casa dei Diritti Sociali, del dirigente scolastico dell'IC Giustina Mazza e del sindaco Giovanni Cutillo.
Un ruolo centrale nella serata, però, lo hanno avuto meritatamente i ragazzi protagonisti del progetto, i quali hanno condiviso con i presenti le loro riflessioni su alcuni dei temi affrontati nel corso degli incontri laboratoriali. In particolare Maria Iannella, Chiara Maiello, Marta Pedicini hanno presentato il laboratorio "1861-2011: Diritto di voto e ruolo delle donne; stato civile e migrazioni"; Antonio Calabrese, Antonio Cutillo, Alessandro De Marco "Analfabetismo, Lingue e culture d'origine"; infine, Erika Cutillo, Claudia Pastore e Francesco Pedicini "Saperi e mestieri. Chi eravamo nel 1860 e chi siamo oggi".
Nel corso dell'evento, inoltre, è stato proiettato il videoclip "2 settembre 1860. I fatti e le idee", girato nel corso del laboratorio e in cui, in modo arguto e allo stesso tempo divertente, gli alunni della III A e della III B hanno espresso liberamente le loro idee sul Risorgimento e sull'Italia di ieri e di oggi.
La serata si è conclusa con l'esecuzione di altri brani cantati dal Coro e con la degustazione di  "pastarelle co 'è mennole" e Passito del Taburno.
L'evento ha rappresentato la conclusione di un percorso che i 35 ragazzi delle terze medie dell'Istituto Comprensivo, ora al debutto nelle superiori, hanno realizzato nel corso dell'anno scolastico appena trascorso. Il laboratorio, condotto con metodologia interculturale e partecipativa, ha voluto approfondire alcuni dei nodi principali legati alla difficile unificazione del nostro Paese, spesso tralasciati nei libri di storia: un approccio critico e mai superficiale ha fornito strumenti per la lettura del territorio, capaci di far emergere le conoscenze e le esperienze di vita dei ragazzi. L'obiettivo è stato quello di stimolarli sia su eventi della storia locale e nazionale poco discussi, sia su eventi della storia mondiale scarsamente citati nei testi scolastici.
Un'indagine condotta anche con il coinvolgimento delle classi primarie li ha portati, poi, a scoprire l'esperienza migratoria vissuta dalla propria famiglia, di questa Torrecuso nel mondo, e a contestualizzarla nel più generale fenomeno delle migrazioni a livello globale. Ci auguriamo che questa esperienza di didattica interculturale e di ricerca territoriale sia solo l'inizio di un percorso che possa portare le nuove generazioni ad acquisire  maggiore consapevolezza della storia del loro territorio e dei fenomeni che lo interessano, nonché a comprendere il mondo complesso in cui viviamo e in cui essi possano costruire, con un ruolo da protagonisti, possibilità di sviluppo umano e interculturale.

Roma e Lazio
La protesta Rifiuti Zero non si ferma, nuove iniziative e mobilitazioni
Fiumicino 7 Settembre 2011
Non si arresta la mobilitazione del Comitato Rifiuti Zero di Fiumicino contro la decisione della Polverini di aprire una discarica e un inceneritore a Pizzo del Prete. Nei giorni scorsi è stata inviata a tutte le associazioni che appoggiano  la protesta una comunicazione formale circa la possibilità e modalità di collaborazione operativa sulle iniziative. Il mese di settembre sarà, infatti, un mese cruciale per la discussione del piano regionale rifiuti e per il percorso avviato sulla legge alternativa "rifiuti zero". Questa è stata depositata con le firme di 12.000 cittadini e corredata di un contropiano per la nomina del Commissario, che sarà investito del problema operativo di chiusura di Malagrotta.
Nei prossimi giorni ci  sarà una mobilitazione eccezionale a cui siete tutti invitati a partecipare per garantire l'avvio della raccolta differenziata casa per casa e per contrastare il disegno della Polverini secondo cui sette nuove discariche andrebbero a deturpare il territorio del Lazio.
Durante l'assemblea del 1 settembre il comitato rifiuti zero ha dato mandato al Direttivo di concordare in tempi brevi con gli altri comitati presenti a livello territoriale una modalità operativa condivisa, per lavorare assieme sull'organizzazione degli appuntamenti.
Di seguito la strategia di mobilitazione:
1) 16 e 17 settembre ore 18.00 Manifestazione/Concerto a Torrimpietra: iniziative culturali di sensibilizzazione con l'obiettivo di proporre ai Giovani uno spazio musicale e culturale in cui veicolare il messaggio del Movimento Rifiuti Zero a tutto Rock (e non solo).
2) Manifestazioni
- 10/9 ore 10.00 Manifestazione a Torrimpietra, per  ripartire con la protesta sul territorio alla luce delle recenti dichiarazione del sindaco Alemanno circa l'inutilità della mobilitazione. Si riparte dallo slogan "Palidoro non sarà la discarica di Roma"
- 17/9 ore 10.00 Manifestazione a Malagrotta, da concordare col comitato locale. Il fine è quello di di allargare la protesta sul territorio per contrastare il piano Polverini e supportare la proposta di soluzione basata sulla strategia Rifiuti Zero
- 24/9 ore 10.00 Manifestazione a Riano.
3) Volontà di Adesione al ricorso al TAR presentato da alcuni privati cittadini abitanti
Scendiamo tutti in piazza per dire No all'alternativa a Malagrotta della Polverini, e gridiamo SI per una raccolta differenziata porta a porta rispettosa dell'ambiente e del cittadino.

Carcere di Viterbo: detenuti costretti a bere acqua all'arsenico
Viterbo 6 Settembre 2011
E' emergenza arsenico nel carcere Mammagialla di Viterbo, lo denuncia il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. Dopo il sovraffollamento, il posto del direttore vacante, la carenza di agenti di polizia penitenziaria - con il conseguente appesantimento dei ritmi del lavoro per il personale - e di risorse che hanno causato il peggioramento delle condizioni nel carcere per la scarsità di attività ricreative, scolastiche e lavorative, ora anche l'acqua diventa un problema per i detenuti.
Già all'inizio dell'estate Marroni aveva convocato una conferenza stampa per rendere pubblica la situazione del penitenziario. "Ma nonostante il mio intervento pubblico - ha detto Marroni - e l'interessamento sempre più pressante delle istituzioni locali, nulla è accaduto, anzi la situazione sembra peggiorare sempre di più"'. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria (Dap), i detenuti reclusi a Viterbo sono attualmente 741, a fronte di soli 444 posti disponibili, si legge nel comunicato del Garante. L'ultima emergenza in ordine temporale è legata all'altissimo contenuto di arsenico nell'acqua di Viterbo. Per far fronte all'emergenza il Comune ha installato distributori pubblici di acqua depurata dove si affollano gruppi di cittadini. Lo stesso diritto non è però garantito ai detenuti: "Purtroppo - ha detto il Garante - i detenuti del Mammagialla non hanno questa opportunità e sono costretti o a bere l'acqua che esce dai rubinetti o a pagare di tasca propria bottiglie di acqua minerale per bere e cucinare. Un sacrificio troppo grande per detenuti che, troppo spesso, non hanno i soldi neanche per i francobolli"'.
Viste le drammatiche condizioni del "Mammagialla", Marroni chiede di '"adottare alcune semplici misure che possano migliorare la vita nel carcere di Viterbo. Per questo credo sia necessario che si tenga un vertice con Prefettura, Regione Lazio, Provincia e Comune di Viterbo, i parlamentari locali, l'Amministrazione penitenziaria e le associazioni di volontariato".

Finita l'estate, tornano i disagi per i pendolari
Treni soppressi, in ritardo, ancora caos alla stazione Tiburtina, semidistrutta da un rogo il 24 luglio scorso. E' quel che hanno trovato i pendolari romani al ritorno dalle vacanze: treni superaffollati e orari ballerini, con raffiche di cancellazioni inaspettate che stanno creando molti disagi.
Sul futuro del trasporto locale è intervenuta - preoccupata - anche la presidente della Regione Lazio Renata Polverini. La governatrice ha preso di mira i tagli alle Regioni (che ammontano a 60 miliardi di euro) previsti dalla manovra preparata dal Governo: «graveranno sui trasporti».
Insomma, attorno alle linee regionali il futuro resta cupo, mentre il presente sembra una specie di bollettino di guerra. Gruppi di passeggeri si ritrovano su Facebook per protestare contro cancellazioni e attese prolungate. La linea Fr2 (Tivoli-Roma), è quella che più di tutte sta subendo disagi per le conseguenze del rogo divampato nello scorso luglio alla sala operativa della stazione Tiburtina. Nella giornata di venerdì 2 settembre il bilancio - è il report che viene da uno degli utenti - "è di 5 treni soppressi e 10 con ritardi compresi tra i 10 e i 38 minuti".
Sulla Giardinetti-Termini, invece, "tutte le mattine si viaggia come su carri bestiame, senza aria condizionata, su mezzi vecchi, sporchi e affollati".
E come se non bastasse, domenica 4 settembre arriva un'altra spiacevole sorpresa per i pendolari: "tutti i treni che vengono da Lunghezza fermano a Prenestina", una realtà ben diversa da quella precedentemente annunciata da Trenitalia, che aveva parlato di un parziale riutilizzo della stazione Tiburtina. Che evidentemente ancora non è operativa e che per questo costringe gli utenti ad aumentare i tempi di percorrenza per raggiungere il posto di lavoro.
Sul caos trasporti interviene anche Legambiente che segnala "il più totale silenzio sui tempi di ripristino della normale viabilità sulle ferrovie regionali". Secondo l'organizzazione ambientalista "è stato fatto troppo poco in questo mese da Trenitalia e Regione per evitare che si arrivasse all'emergenza a settembre. RFI deve ripristinare subito i due binari necessari per l'attestamento della FR2 a Tiburtina e alla Regione Lazio chiediamo più fermezza nel controllo e maggiore ascolto per associazioni e comitati".
Ma la tratta Roma-Tivoli, senza dubbio la più colpita, non è l'unica ad essere interessata da forti disagi. Il presidente regionale di Legambiente, Lorenzo Parlati, fa riferimento a treni cancellati completamente, come quello delle 7.45 da Fara Sabina a Roma, oppure parzialmente, come la corsa Rieti - Roma delle 7.27 che è stata cancellata nella tratta Orte-Roma oppure la Roma-Viterbo delle 17.15, cancellato sempre da Roma a Orte. Molte le cancellazioni anche sulla linea regionale per Latina e Formia: talvolta i treni vengono fermati in una stazione precedente quella finale e, per chi deve proseguire oltre, occorre aspettare il convoglio successivo, magari un'ora dopo.
L'unica novità positiva in uno scenario a dir poco sconcertante è la riapertura della tratta Saxa Rubra-Montebello della ferrovia regionale Roma-Civitacastellana-Viterbo, chiusa lo scorso giugno per eseguire lavori di potenziamento dell'infrastruttura. Da lunedì 5 settembre sono tornate agibili le stazioni di Labaro, La Celsa, Prima Porta e La Giustiniana. A Centro Rai, comunque, proseguono i lavori di ristrutturazione e di abbattimento delle barriere architettoniche e i treni fermano in una stazione provvisoria che si trova nei pressi di quella chiusa, in viale Carlo Emery 129, di fronte all'ingresso della sede Rai.

Consumi e società
San Paolo di Milano: l'ospedale delle madri bambine
Milano 7 Settembre 2011
Dal San Paolo di Milano arriva una bella storia che vede come protagoniste le mamme adolescenti della città. Per far fronte al costante aumento dei parti under 18, l'ospedale milanese ha attrezzato l'ambulatorio "Giovani gravidanze", che aiuta le ragazze tra i 14 e i 20 anni durante i primi due anni di vita del bimbo, insegnando loro cosa vuol dire essere genitori, al fine di scongiurare malaccudimento o, nel peggiore dei casi, abusi.
Nel 2010 i parti under 18 al San Paolo sono stati un'ottantina, 340 in città - secondo la Asl e i consultori - contro i 253 del 2009. Nei primi sei mesi del 2011, nell'ospedale in zona Barona, su 800 partorienti il 5,5 per cento è minorenne: cinque anni fa era il 4,5. Oltre la metà sono italiane, in un caso su quattro hanno tra i 14 e i 18 anni. Ed è proprio di loro che si occupa l'ambulatorio, partito in via sperimentale nel 2007 e nel 2011 e finanziato per tre anni dalla Fondazione Cariplo su proposta della Fav, la Fondazione ambrosiana per la vita. Ad oggi, sono una cinquantina le adolescenti che sono state seguite in queste stanze.
Tra loro c'è Anna, che ha 17 anni, un padre e un fratello in prigione e una madre appena trentenne - che l'ha avuta quando aveva 16 anni - che dopo di lei ha messo al mondo altri quattro bambini. Otto mesi fa Anna ha partorito Nicole, che ha la pelle scura come il papà, un ragazzo nordafricano di 22 anni, da due ai domiciliari, e con cui Anna convive da quando ne aveva 15.
Nicole invece è arrivata dopo due aborti: "Un caso comune, visto che la maggior parte di queste ragazze - spiega Margherita Moioli, psicomotricista ogni giorno a contatto con le mamme-bambine - rifiuta i contraccettivi. E quasi sempre cerca la gravidanza". Che diventa un modo per emanciparsi e conquistare, in situazioni e famiglie spesso borderline, una propria autonomia. "Sia la gravidanza sia i primi mesi del bimbo - spiega Alessandro Albizzati, neuropsichiatra alla guida dell'ambulatorio - sono periodi nei quali gli equilibri sono delicati, soprattutto nel caso di mamme così giovani. Per loro la maternità è spesso anche generazionale: moltissime sono figli e nipoti di madri e nonne che avevano a loro volta partorito a 15 o 16 anni".
Con l'ambulatorio collaborano i ricercatori di Psicologia della Bicocca, coordinati dalla professoressa Cristina Riva Crugnola. Il lavoro è diviso in due parti: quella che precede la nascita - in questa fase "Le psicologhe aiutano le future mamme, a partire dalle ecografie, a stabilire un legame con il bimbo" spiega la professoressa Anna Maria Marconi, alla guida di Ostetricia e ginecologia - e quella postparto. Il primo anno gli incontri sono ravvicinati, perché queste ragazze adolescenti vanno seguite, spronate e incoraggiate di continuo. Dall'allattamento allo svezzamento, dalla ninna nanna alla ricerca del nido. Quasi per tutte è il primo figlio e tutte trovano un sostegno adeguato per le loro esigenze.

Riforma Gelimini, 2000 maestri a casa e quiz sbagliati per concorso presidi
Roma 7 Settembre 2011
Dopo i tagli forsennati di cattedre, effettuati nell'ultimo triennio dal ministro Maria Stella Gelmini, nella sola scuola elementare, ci sono 2000 maestri in esubero. Una situazione paradossale a cui fa riscontro nelle scuole del Nord una miriade di cattedre vuote che solo parzialmente vengono coperte in questi giorni con le immissioni in ruolo dei precari.
A guidare la classifica degli esuberi delle elementari, la Campania con 863 posti (di cui 424 solo a Napoli), seguita dalla Sicilia con 828 posti e dalla Puglia con 454 posti. E a Milano? Mancano 879 insegnanti di ruolo (1.500 in tutta la Lombardia), ancora una volta sarà necessario ricorrere ai precari che, sempre solo nel capoluogo lombardo, dovranno occuparsi anche dei posti rimasti vuoti per il sostegno agli alunni disabili.
Quest'anno a fronte di un incremento di 1700 alunni disabili, saranno disponibili 90 docenti in meno dello scorso anno. Fulvio Santagostini, presidente della Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha) ha valutato che "la situazione in alcuni casi potrà peggiorare con il sovraffollamento delle classi". E ancora: "Se ci saranno 30 o 35 alunni in aula, potrà capitare che si arrivi ad avere anche 3 o 4 studenti con disabilità. A fronte di circa 30mila studenti che ne avrebbero bisogno, gli insegnanti di sostegno sono 11.622. Ma il diritto alla scuola di questi bambini è minato anche dai tagli generali al welfare. Se riduciamo o azzeriamo il sostegno per la riabilatazione o per l'acquisto di ausili alcuni a scuola non ci arrivano nemmeno. Con i tagli saranno le famiglie a doversi far carico di tutto".
La situazione non è migliore neanche per i presidi. Il prossimo 5 ottobre in 42mila si cimenteranno con la prova di preselezione su 100 domande. L'1 settembre il Miur ha pubblicato sul proprio sito la batteria di oltre 5mila quiz da cui verranno estratti i quesiti da somministrare ai candidati. Ma le domande sono piene di errori e le associazioni dei dirigenti e degli insegnanti sono sul piede di guerra. Chi deve studiarle ha timore di memorizzare informazioni sbagliate. Presidi e insegnanti hanno scritto ai dirigenti di Viale Trastevere. La prima a muoversi è stata l'Adi, Associazione dei docenti italiani. La presidente, Alessandra Cenerini, ha segnalato il 4 settembre «un numero rilevante di errori nelle risposte indicate come esatte, riferimenti a norme non più in vigore assunte come vigenti, domande incomprensibili o illogiche». Il capo dipartimento Giovanni Biondi corre ai ripari,  gettando acqua sul fuoco e dichiarando che tutti i quiz errati proposti nel pacchetto di test per il concorso dei presidi saranno esclusi. Le imprecisioni segnalate fino a oggi nei quesiti del concorso per Dirigenti Scolastici «riguardano - spiega il ministero dell'Istruzione in una nota - pochissime domande e non avranno comunque alcuna conseguenza sulla prova d'esame. Tutti i quesiti che contengono refusi o formulazioni ambigue e che saranno segnalati in queste settimane - assicura - saranno esclusi dall'estrazione finale, in modo di garantire che le 100 domande siano estratte da una banca dati collaudata».

Clean up the world 2011. L'edizione italiana sostiene i piccoli comuni virtuosi
Roma 3 Settembre 2011
Torna anche quest'anno la mobilitazione ecologica Clean up the world, l'iniziativa ambientalista più popolare al mondo che richiama 35 milioni di persone di oltre cento paesi diversi, impegnate per  liberare dai rifiuti abbandonati spiagge, boschi, fiumi e città di tutto il Pianeta.
Nata in Australia nel 1989 e portata in Italia da Legambiente quattro anni dopo, l'edizione 2011 di "Puliamo il mondo", sarà dedicata alle sentinelle dell'ambiente, ovvero i piccoli comuni minacciati dai tagli e dagli accorpamenti previsti dalla Finanziaria.
Pur "d'accordo con l'esigenza di eliminare sprechi e risanare l'economia del Paese rivedendo anche l'organizzazione degli Enti locali", il direttore di Legamebiente, Vittorio Cogliati Dezza, non condivide "i tagli indiscriminati che questa manovra sta imponendo sui piccoli comuni", che restano "veri modelli d'avanguardia, capaci di riattivare economie sane e sostenibili investendo sulle fonti rinnovabili, praticando il risparmio energetico e la raccolta differenziata".
Per il 2011, anno europeo del volontariato, l'edizione della campagna è stata intitolata "I nostri luoghi. Il nostro pianeta. La nostra responsabilità". Come per le edizioni precedenti, la campagna si terrà nel terzo fine settimana di settembre (dal 16 al 18). Ma nel nostro paese è previsto un 'raddoppio' delle giornate: il 23 e 24 settembre, infatti, Puliamo il mondo ripartirà e sarà dedicata alle scuole.
I progetti realizzati negli scorsi anni sono stati i più svariati. Qualche esempio? A La Paz, in Bolivia, 300 ragazzi hanno piantato alberi in un'area colpita dal terremoto; nel Golfo di Aqaba, sulle rive del Mar Rosso, si sono organizzate spedizioni di sub per rimuovere i rifiuti abbandonati sott'acqua, seria minaccia per la vita di coralli e anemoni; oppure nelle Isole Tonga gran parte dei 100mila residenti delle 40 isole abitate (su 150) dell'arcipelago si sono preoccupati come ogni anno di smaltire nel migliore dei modi l'immondizia, per ridurre l'impatto sia sulla salute che sui loro delicati ecosistemi (del resto, "Dio e Tonga sono il mio patrimonio", recita il motto nazionale). E quest'anno ci si aspetta una partecipazione ancora maggiore.
E in Italia? Sono più di 1.000 i gruppi di volontari che, con la collaborazione di associazioni, comitati ed Enti locali, stanno organizzando le più svariate iniziative. Che non si limitano alla rimozione della sporcizia, ma portano anche al reimpianto di alberi (il 2011 è anche l'anno internazionale delle foreste), o alla realizzazione di manifestazioni ed eventi sull'educazione ambientale e la conservazione dell'acqua.
L'obiettivo, oltre a quello di aiutare per quanto possibile il nostro pianeta, è soprattutto quello di sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale sulle problematiche ambientali che lo affliggono, e su "come ogni individuo possa dare un contributo positivo per un mondo più pulito e più in salute". Per Legambiente questa campagna rimane "un'azione concreta di pulizia per chiedere città più vivibili", ma anche "un grande momento di integrazione e pacifica convivenza tra le comunità presenti nel nostro Paese". Puntando a salvare anche il welfare ecologico, partendo proprio dai piccoli Comuni.

Iniziative ed eventi
Frosinone 11 settembre dalle ore 18.30  Oltre l'Occidente invita a Riflessioni sulla politica internazionale e Proiezione del film Zero (cena a sottoscrizione). Dieci anni sono passati da quell'11 settembre che ha cambiato la storia del mondo, avviando la guerra infinita contro il terrorismo internazionale. Presso Largo Paleario n.7

Roma 11 settembre ore 18.00 l'Associazione Comboniana Servizio Emigranti e Profughi (A.C.S.E.) con Artisti Socialmente Utili Roma presentano lo spettacolo musicale "Se dice che più semo e mejo stamo..." presso via dei Verbiti n.1
Ingresso ad offerta libera - il ricavato verrà devoluto all'ACSE

Un ponte per... Riam, domani l'arrivo a Roma
La piccola Riam, la bambina irachena affetta da una grave malformazione angiomatosa al volto che rischia di farle perdere la vista arriverà a Roma domani per sottoporsi a una nuova serie di operazioni chirurgiche.
Partecipa anche tu alla raccolta fondi per l'ospitalità di Riam e suo padre. Dona ora ( http://www.unponteper.it/sostienici/pagina.php?doc=sottoscrivi).
Un ponte per… ringrazia tutti coloro che hanno già aiutato e aiuteranno la piccola, e in particolare la Regione Lazio, l'Ospedale Bambin Gesù di Roma, l'Ambasciata d'Italia a Baghdad, i Salesiani Don Bosco, l'Associazione Italia-Iraq e la Royal Jordanian Airlines.

Appello di Medu: "Sette anni sulla strada aiutaci ad acquistare la nuova unità mobile"
Il tuo sostegno per continuare ad essere presenti con l'azione e la testimonianza laddove il diritto alla salute e i più elementari diritti vengono negati. Aiutaci ad acquistare ed equipaggiare un nuovo Camper per i Diritti.
Puoi effettuare una donazione
- con carta di credito on-line in modo sicuro attraverso il sito di MEDU
- con bonifico bancario intestato a medici per i diritti umani, Banca popolare Etica IT 68 F 05018 03200 000000113024
- con versamento sul c/c postale n. 12182317 Intestato a Banca Popolare Etica Roma causale: Medici per i Diritti Umani c/c 113024
Nota: Tutte le donazione fatte a MEDU sono detraibili / deducibili
Guarda il video
http://www.youtube.com/watch?v=O0We28a790k&feature=youtu.be
www.mediciperidirittiumani.org

Sostegno alla creazione della biblioteca di onlus terra dei piccoli basta poco.....che ce vo'?
Fino a domenica 18 settembre 2011, porta in IKEA Anagnina almeno due libri per bambini/ragazzi, nuovi o usati in buone condizioni e riceverai un omaggio. Il  tuo sostegno aiuterà la Onlus Terra dei Piccoli e il giovane bibliotecario Samuel a completare la Piccola Biblio.   La Piccola Biblio è a Torre Gaia, in via Gravina di Puglia 48 presso la Casa sull'Albero (di fronte al circolo sportivo).   La biblioteca ha prestiti illimitati ed è pensata per i bambini fino ai 12 anni.
Tutti i mercoledì a partire dal  28 settembre
info@terradeipiccoli.org

Concorso Figli di tante patrie. Le seconde generazioni raccontano le prime
Roma multietnica del Servizio Intercultura delle Biblioteche di Roma, in collaborazione con l'agenzia di viaggi Avventure nel Mondo, indice un concorso dedicato alle Seconde generazioni, che ha come oggetto la raccolta di brevi racconti inediti, video e fotografie. Il concorso è rivolto ai figli di migranti, dai 16 ai 36 anni, nati o cresciuti in Italia, residenti o domiciliati a Roma e Provincia. Figli di tante patrie intende promuovere e stimolare la creatività dei giovani che, attraverso la scrittura, la fotografia e il video, potranno offrire il loro unico e speciale punto di vista sulla propria famiglia d'origine. La scadenza del concorso è fissata in data 20 Dicembre 2011. Il concorso sarà un'occasione per approfondire realtà umane e sociali differenti e variegate: identità sospese tra due generazioni, tra i mondi culturali degli adulti e quelli giovanili, tra i saperi e le memorie trasmesse e vissute. Un'occasione per riflettere sulle complesse relazioni familiari che si instaurano tra genitori "immigrati" e figli "italiani", spesso ancora privi di diritti di cittadinanza, sui conflitti fecondi e sui reciproci arricchimenti.
Per info www.romamultietnica.it