Newsletter di informazione di FOCUS- Casa dei Diritti Sociali

Anno 4 del 13 ottobre 2011

13/10/2011 di Redazione
Newsletter di informazione di FOCUS- Casa dei Diritti Sociali

Primo piano
Verso il 15 ottobre: United for global change
Intenso  sviluppo della discussione e delle iniziative in preparazione della Giornata europea e internazionale di mobilitazione e lotta  alle politiche anticrisi dei governi pagate dai più deboli e che peggiorano la qualità della vita e della democrazia. Si svolgerà a Roma sabato 15 ottobre una grande, pacifica e partecipata manifestazione, "United for global change". Sulla scia degli indignados spagnoli e americani che da Wall Street si estendono ad altre città, la giornata di mobilitazione coinvolgerà più capitali europee e del Mediterraneo. Soggetti organizzati, alleanze sociali, gruppi informali e persone mobilitate per un'altra economia, un'altra società e una democrazia vera.
In preparazione del 15 ottobre FOCUS-Casa dei Diritti Sociali, l'Associazione degli Avvocati europei democratici e i Giuristi Democratici  stanno predisponendo l'attivazione del Legal Team e chiamano gli avvocati ad attivare la rete.
Come già in precedenza, per il G8 a Roma o la Manifestazione Nazionale Antirazzista il nostro "Centro di orientamento e prima accoglienza Esquilino", in via Giolitti 225 tel. 06/491563, supporta il Legal Team ed è qui che alle 14.30 di sabato ci si incontra.

17 ottobre Giornata Mondiale di lotta alla Povertà
FOCUS-Casa dei Diritti Sociali in collaborazione con Arci Roma, Amnesty International Gruppo 002, Amnesty International Gruppo 221, Medici per i Diritti Umani, Medici contro la tortura, Un Ponte per...,Senza Confine, Gruppo intercultura della cdb S. Paolo, Popica Onlus invitano il 17 ottobre dalle ore 19.00 in occasione della Giornata mondiale di lotta alla povertà ad un momento di dibattito, proiezioni video, esibizioni di bande di percussioni. Appuntamento Sotto i portici di Piazza Vittorio altezza dei civici 120-136 (tra Via Buonarroti e Via Leopardi). Il 17 ottobre cade la giornata mondiale di lotta alla povertà indetta dall'Onu. La povertà però c'è tutti i giorni, anzi aumenta ogni giorno. Gli obiettivi del millennio di ridurre alla metà tra il 1990 ed il 2015 la percentuale di chi nel mondo vive in condizioni di estrema povertà (meno di un dollaro al giorno) sta miseramente fallendo e nei "paesi ricchi" nuove forme di povertà si sono aggiunte e si stanno via via aggiungendo alle vecchie. Segno che almeno con le modalità sinora sperimentate la "lotta alla povertà" è perdente.E' dunque opportuno in occasione di questa ricorrenza porci  alcune domande e tentare di sbozzare alcuni spunti di riflessione. Sembra necessario che  insieme alla lotta alle povertà si sviluppi la lotta alle disparità sociali e si avvii una improcrastinabile lotta per la giustizia sociale e i diritti umani. Occorre cioè avere sempre presente che va modificato radicalmente il modo  di produrre e consumare  beni e servizi. Questi dovrebbero essere doveri in primo luogo della classe politica, ma è evidente che da molti anni l'azzeramento della povertà non è una priorità. Stiamo assistendo ad un disinteressamento dei vertici nei confronti di queste tematiche. E di conseguenza siamo noi cittadini, noi che costituiamo la società civile, a dover fare la nostra parte. Se infatti modificassimo i nostri comportamenti ed i nostri consumi le modalità della produzione non potrebbero non cambiare dovendo essa adeguarsi alle modificazioni della domanda. Per discutere di tutto ciò, per scambiarci informazioni ed esperienze, per mettere a fuoco la possibilità di moltiplicare gli interventi di attivazione dei  percorsi di riscatto di chi sta soccombendo sotto l'indigenza estrema, ti invitiamo a venire il 17 ottobre dalle ore 19.00 in poi sotto i Portici di Piazza Vittorio all'altezza dei civici 120-136 (tra Via Buonarroti e Via Leopardi). Oltre che un contributo di idee e di passione, potrai portare quanto pensi possa essere utile (tende, indumenti, copricapo, sciarpe, thermos, etc.) per un soccorso immediato a chi vive nella strada o comunque in condizioni disperate. Ne concorderemo insieme l'utilizzo. Potrai soprattutto dichiarare la tua disponibilità a coinvolgerti in una campagna contro la povertà con le tue competenze e con le modalità che riterrai possibili. Potrai, volendolo, indicare le ore al giorno, o alla settimana o al mese che potrai dedicarvi. Sarà possibile aderire alla Campagna "L'Italia sono anch'io", raccolta firme per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera.

Rapporto Fao: una politica migliore per combattere la volatilità dei prezzi alimentari
Roma 11 ottobre 2011
Il rapporto della Fao rilancia un serio allarme alla vigilia della Giornata mondiale dell'alimentazione -16 ottobre. Il rischio maggiore lo corrono i piccoli paesi, dipendenti dalle importazioni, specie quelli africani che stanno ancora pagando le gravi conseguenze della crisi alimentare e di quella economica del 2006-2008.
Secondo il rapporto la fame è una realtà quotidiana per quasi un miliardo di persone (925 milioni, stima per il 2010, contro gli 850 milioni del periodo 2006-2008). La Fao, insieme all'Ifad (il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo ) ed il Pam (il programma alimentare mondiale ) dal titolo "The state of  food insecurity in the world" (lo stato dell'insicurezza alimentare nel mondo) si sofferma sulla questione dei prezzi alimentari, destinati a rimanere sostenuti, e forse ad aumentare.
Le nazioni a rischio saranno i piccoli paesi, dipendenti dalle importazioni, specialmente quelli africani.
"I governi - sottolineano nel rapporto - devono garantire un contesto normativo trasparente e sicuro, un contesto che promuova gli investimenti privati e faccia incrementare la produttività agricola. Dobbiamo ridurre lo spreco di cibo nei paesi sviluppati con l'informazione e con politiche adeguate, e ridurre le perdite nei paesi in via di sviluppo con investimenti lungo tutta la catena alimentare, specialmente nella fase del dopo raccolto e della trasformazione alimentare. Una gestione più sostenibile delle nostre risorse naturali, delle foreste e del patrimonio ittico è cruciale per la sicurezza alimentare dei più poveri". "L'aumento dei consumi alimentari nelle economie in rapida ascesa, la crescita demografica e l'ulteriore espansione dei biocombustibili - si legge nel rapporto - pongono un ulteriore pressione sul sistema alimentare".
Le variazioni del reddito familiare incidono innanzitutto sull'assunzione di nutrienti da parte dei bambini, fondamentale nei primi 1000 giorni di vita, con impatti negativi sulla vita di intere comunità. I Paesi più esposti a questo rischio sono quelli africani, dove il numero di persone sottonutrite è aumentato dell'8 per cento tra il 2007 e il 2008, mentre è rimasto sostanzialmente lo stesso in Asia.

Prorogati per altri 6 mesi i permessi temporanei di undicimila Tunisini
Roma 10 ottobre 2011
Per effetto di un DPCM, sono stati prorogati di sei mesi i permessi di soggiorno per motivi umanitari rilasciati ai migranti, in gran parte tunisini, arrivati in Italia dall'1 gennaio al 5 aprile. Prorogato fino al 31 dicembre 2012 anche lo stato di emergenza.
A stabilirlo è un decreto del Consiglio dei ministri, che risponde così alle preoccupazioni sorte da più parti intorno alla precaria situazione dei circa undicimila profughi arrivati in Italia dal Nord Africa, nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 5 aprile 2011. A questi il 7 aprile scorso, sempre per effetto di un Decreto del Presidente del Consiglio, era stato concesso un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Nelle intenzioni del governo i permessi sarebbero dovuti servire come salvacondotto per attraversare le frontiere di Schengen e circolare liberamente in Europa. Ma le restrizioni delle autorità francesi hanno fatto sì che molti dei migranti siano rimasti in Italia. Il decreto stabiliva la durata dei permessi in sei mesi. E calcolando che le consegne sono partite l'8 aprile e si sono concluse nella seconda metà di aprile 2011, entro metà ottobre i titolari rischiavano di fatto la clandestinità. Di fronte all'immobilismo del Governo a protestare erano state Arci, Caritas e Asgi che avevano lanciato l'allarme: "Il governo si muova".
La proroga, di ulteriori sei mesi, è poi arrivata in extremis con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 235 dell'8 ottobre del Dpcm. L'attuazione, come già il rilascio dei permessi deciso nell'aprile sorso, sarà a carico del Fondo nazionale della Protezione civile.
Inoltre, con la pubblicazione sulla Gazzetta di un ulteriore decreto, lo stesso giorno il consiglio dei ministri ha prorogato fino al 31 dicembre 2012 lo stato di emergenza "in relazione all'eccezionale afflusso" di cittadini del Nord Africa. Così recita il testo: "i migranti giunti nel nostro Paese nei primi nove mesi del 2011 sono stati oltre 60 mila". Un afflusso "massiccio" e "persistente" che continua a essere particolarmente rilevante. La situazione di instabilità nel Nord Africa, continua il decreto, fa prevedere che la situazione di emergenza si protrarrà anche nel 2012.
Il provvedimento di proroga, elaborato d'intesa con i ministri Frattini, Maroni, Tremonti e Sacconi, coprirà i Tunisini fino a marzo prossimo.

"Intercultura e cittadinanza nel 150° dell'Unità d'Italia"
Il lungo percorso di conquista dei diritti delle donne dall'Unità ad oggi
All'alba della nostra storia unitaria ha corrisposto anche una timida alba per il processo di emancipazione della donna in Italia, processo che però non ancora può considerarsi pienamente compiuto. La legge Casati del 1859, infatti, riconosceva il principio della parità dei sessi ma limitatamente all'istruzione elementare, dimostrando un approccio alla questione dell'istruzione femminile alquanto limitato. Nei primi decenni postunitari, in sostanza, gli organi di governo non si sono preoccupati in modo particolare di stimolare e promuovere la crescita dell'istruzione tra le donne, all'epoca riservata quasi esclusivamente agli uomini. Nella drammaticamente alta percentuale di analfabeti che si registravano in media nel 1861, infatti, è da ricomprendere quasi tutto l'universo femminile a cui era negato, salvo il caso di coloro che appartenevano a famiglie borghesi, il diritto all'istruzione. Se la percentuale di analfabetismo maschile era del 74%, quella femminile arrivava invece all'84%, con punte del 95% nelle regioni meridionali. Questo fenomeno era da imputarsi a diffuse consuetudini sociali che le volevano come "angeli del focolare", dedite esclusivamente ai lavori domestici o nei campi. Anche il diritto al voto è arrivato solo nel 1946, notevolmente in ritardo rispetto a molti altri Paesi d'Europa e del mondo, tra cui Russia e Turchia.
Ma se oggi la condizione della donna può ritenersi notevolmente migliorata, considerando le statistiche dei loro successi scolastici rispetto ai colleghi maschi, e la loro presenza di successo in importanti ruoli di vertice, va anche detto che l'Italia non è di certo al pari con i livelli europei. Per quanto riguarda la presenza in politica, ad esempio, questa purtroppo è ancora molto bassa se si considera il numero di donne sia nel Parlamento italiano che in quello europeo.
Purtroppo resta più basso rispetto agli uomini anche il loro tasso di occupazione e, a parità di lavoro, il livello salariale. Questo nonostante la lotta contro le discriminazioni basate sul sesso sia uno dei pilastri fondamentali su cui è stata costruita l'Europa di oggi, sin dal Trattato di Roma del 1957, e nonostante, in tema di parità tra uomini e donne, l'Unione europea e il Parlamento abbiano adottato diversi strumenti di tutela. Dunque, la strada che le donne devono percorrere affinché si vedano finalmente riconosciuta una piena a fattuale parità di diritti e opportunità è ancora molto lunga, soprattutto per quelle italiane.
Guarda i grafici che illustrano l'attuale presenza delle donne nel mondo della politica e del lavoro.

Roma e Lazio
Regione Lazio, Commissione ambiente: avviato esame proposta di Legge di iniziativa popolare ed alternativa sul ciclo dei rifiuti
Trasmettiamo di seguito il comunicato diffuso dalla Rete Zero Waste Lazio diffuso il 12 ottobre:
"La Rete ZERO WASTE LAZIO comunica che ieri la commissione ambiente Regione Lazio si è avviato finalmente l'esame di merito della proposta di Legge di iniziativa popolare ed alternativa sul ciclo dei rifiuti, sostenuta da 12.000 cittadini del Lazio ed oggi dalle prime venticinque associazioni/comitati/movimenti apartitici aderenti a ZWLazio.
La relazione introduttiva è stata illustrata a cura del primo firmatario della proposta di legge stessa sig. Massimo Piras, quale presidente dell'ass.ne Non Bruciamoci il Futuro a cui fanno riferimento tutti e otto i firmatari ufficiali, ed ha visto una larga condivisione sia da parte della maggioranza e dell'opposizione che dallo stesso ass.re Di Pietropaolo che ne ha sottolineato l'opportunità di un esame in commissione parallelo al piano rifiuti adottato.
Nel valutare quindi per il momento l'approccio positivo in commissione, ribadiamo che l'apporto che le organizzazioni civiche sono in grado oggi di dare alle istituzioni è nel senso dell'applicazione puntuale delle leggi vigenti (LN 152/2006 e Direttive Europee) e nella riconversione del ciclo rifiuti verso rifiuti zero, verso il riciclo totale di materia.
Ribadiamo quindi l'assoluto ripudio dell'incenerimento quale tecnologia tossica ed inutile, mentre chiediamo che sia resa obbligatoria la raccolta differenziata porta a porta in tutto il Lazio ed a ROMA in particolare, ancora oggi ferma ad un indegno 20% contro il 45% previsto già da due anni dalla legge ed il prossimo obiettivo del 65% al 31/12/2012. Chiediamo inoltre lo scioglimento del monopolio di fatto tra ama e le aziende cerroni, stabilendo che AMA si occupi solo di raccolta e riciclo e cerroni solo di smaltimento, e chiediamo che i  siti di smaltimento siano di proprieta' pubblica ad almeno 5 km dalle case.
ZERO WASTE LAZIO ha lanciato la prima iniziativa di mobilitazione comune che sarà oggetto di diffusione ed impegno organizzato in tutto il lazio già da oggi:
MANIFESTAZIONE sabato 5 novembre ore 10 Piazza SS. APOSTOLI - ROMA
Per manifestare CONTRO le decisioni del Prefetto/Commissario di chiudere Malagrotta ed aprire tre  nuove discariche a riano - corcolle - fiumicino/Palidoro,Per manifestare per l'avvio del porta a porta esteso a tutta roma e lazio, e perché le province  autorizzino e si dotino degli  impianti di riciclo e compostaggio no discariche e inceneritori! si alla raccolta porta a porta spinta, riciclo e compostaggio in tutto il lazio!  rifiuti zero e' possibile, ora!"
www.nonbruciamociilfuturo.org

Audizioni al Consiglio regionale del Lazio sul Sistema integrato degli interventi, dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia.
L'11 ottobre presso il Consiglio Regionale del Lazio  audizioni inerenti  il Sistema integrato degli interventi, dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella regione Lazio presso la IX Commissione Consiliare Permanente. FOCUS-Casa dei Diritti Sociali ha partecipato all'audizione con Coldiretti, Sospe, Agot e il Forum delle Fattorie Sociali della Provincia di Roma.
FOCUS-casa dei Diritti Sociali ha espresso l'auspicio che la IX Commissione Consiliare Permanente possa svolgere il miglior lavoro, cominciando con l'accoglimento  delle osservazioni "leggere" come sostituire il termine razza e quello nomadi e di inserire nei rispettivi capitoli di competenza, minori ed anziani, le seconde generazioni e i migranti ed ancora di adottare il termine "cittadini di paesi terzi". Per i 25 articoli dal 24 al 49 che rappresentano la sostanza della riforma e dove le formazioni della società civile sono ridotte a soggetti di mercato Focus ha fatto due ragionamenti: con il perdurare e l'aggravarsi della "crisi" internazionale e con le evidenti ripercussioni recessive e quindi economiche, sociali, culturali ed istituzionali, si impone al nostro sistema paese  un salto di qualità democratica, come a più riprese espresso dal Presidente della Repubblica.
Solo nell'orizzonte strategico e costituzionale dello sviluppo umano e locale possono essere oggi riformate le politiche sociali e, quindi il senso e la lettera dei succitati articoli deve porsi in questa direzione. L'azzeramento del precedente sistema, operato dal governo attraverso le reiterate, ed inadeguate ed insufficienti, manovre dovrebbe far riemergere un discorso pubblico capace di suscitare le migliori risorse dell'Italia per uscire dal declino del sistema paese e fondare sul capitale sociale delle coalizioni territoriali anche nuove politiche sociali nell'alveo delle politiche di sviluppo sostenibile. La  riforma annunciata va collocata su questo percorso, soprattutto nel Lazio dove non è stato operato un bilancio di un decennio di sperimentazione della 328 in assenza di una legge regionale e di adeguati strumenti di programmazione e valutazione.
Per quanto riguarda il ruolo del volontariato e della società civile occorre partire dal riconoscimento delle rappresentanze come già indicato nelle leggi regionali che, ad esempio, riconoscono la Conferenza Regionale del Volontariato e il CRUC degli utenti e consumatori.

Verso rifiuti zero nel Lazio: lanciamo la Rete
"ZERO WASTE LAZIO"
Per l'avvio del ciclo virtuoso al 2024, contro inceneritori e megadiscariche
leggi il documento

Galan: no discarica a Pizzo del Prete. La cittadinanza scende in piazza contro piano Polverini
Roma 11 ottobre 2011
Un altolà al progetto Polverini per i rifiuti romani viene dal ministro della Cultura Giancarlo Galan, che sottolinea «la presenza a Pizzo del Prete di diversi vincoli paesaggistici e archeologici». Dichiarazioni che arrivano come un macigno sulle l'intenzione della Regione di localizzare definitivamente nei pressi di Fiumicino il sito di raccolta della spazzatura romana che, per i prossimi tre anni, sarà portata provvisoriamente nelle discariche sostitutive individuate a Riano e Corcolle. Il ministro Galan (Pdl) rispondendo all'interrogazione n. 4-12761 dell'onorevole Mario Baccini (Pdl), inviata lo scorso 20 luglio, ha sollevato dubbi e perplessità sull'individuazione del nuovo sito a Fiumicino. Galan ha spiegato che la "Regione Lazio non ha coinvolto in alcun modo la Direzione regionale per i Beni Culturali e paesaggistici del Lazio, nonché le competenti Soprintendenze nell'individuazione di aree idonee alla localizzazione di un nuovo sito di discarica con inceneritore".
Mentre il piano dei rifiuti proposto dalla Polverini sembra tutto da rifare, gli abitanti di Riano continuano la mobilitazione. Sabato 8 ottobre la manifestazione, organizzata dal Comitato Rifiuti Zero, ha ribadito ancora il suo NO contro l'impianto provvisorio che dovrà sostituire la più grande discarica d'Europa. Lo striscione 'No alla discarica nel nostro territorio', sorretto dal sindaco di Riano Marinella Ricceri e dai consiglieri comunali, ha aperto il corteo di sabato, che ha bloccato la circolazione stradale sulla via Tiberina nel tratto tra Castelnuovo Di Porto e Quadro Alto. Cittadini e amministratori locali della zona di Riano sono giunti alle cave, indicate per ospitare il nuovo sito dei rifiuti, e le hanno occupate per un'ora circa. Con loro anche Piero Marrazzo, che manifesta «come cittadino e come ex governatore» contro il sindaco di Roma Gianni Alemanno e la governatrice Renata Polverini, per le «responsabilità che non si sono presi», dicono i manifestanti.
Insieme al comitato per una Riano «libera dalla spazzatura», sabato è sceso in campo anche il mondo dello spettacolo: Pippo Baudo, Nicola Piovani e Antonello Venditti. «Andremo al Tar e se servirà siamo pronti anche alle barricate» dicono i cittadini.
Per sabato 15 ottobre la manifestazione si sposta a Corcolle, ore 10. In attesa di cercare soluzioni nelle aule giudiziarie, dobbiamo continuare a batterci nelle piazze, per sostenere l'unica soluzione possibile: raccolta porta a porta, riciclo, riuso, compostaggio.
Possibilità di Pullman verso Corcolle: per prenotazioni contattare il Comitato  rifiutizerofiumicino@gmail.com.
Cittadini, manteniamo alta la guardia.

Cartellone selvaggio, delibera ferma da un anno
Roma 10 ottobre 2011
Cartellone selvaggio, parte la diffida. Il Comitato promotore - che ha raccolto ben 10 mila firme e, nel luglio del 2010, depositato in Campidoglio una delibera di iniziativa popolare contro la giungla di manifesti abusivi che deturpa la Capitale - denuncia ostruzionismo e assenza di risposte. Secondo il regolamento comunale, infatti, la discussione in aula dovrebbe avvenire entro 95 giorni, ma il Comitato sta aspettando da un anno e, per ora, l'esame non è nemmeno all'ordine del giorno. «Davanti a questo inqualificabile comportamento - spiega Roberto Crea del Comitato promotore - siamo stati costretti a inviare una diffida perché il Comune adempia immediatamente al proprio dovere e calendarizzi la discussione del nostro provvedimento. Dopo la firma di diecimila romani sembra che non sia accaduto nulla: è assurdo. Ci domandiamo se dovremo sempre rivolgerci a qualche tribunale per vedere rispettati i nostri diritti di cittadini o le regole stabilite». «Aggiungiamo che la diffida è formale e che, passati trenta giorni, noi del Comitato agiremo giudizialmente richiedendo al Tar la nomina di un commissario ad acta», aggiunge Lorenzo Santovincenzo.
Il Comitato, quindi, passa alle carte bollate per chiedere la modifica urgente della tanto discussa delibera comunale numero 37 varata nel 2009 che ha aumentato le possibilità di collocare nuovi impianti, grazie anche al condono di quelli illeciti. Ma la situazione secondo il comitato è peggiorata: circa 400 aziende hanno installato almeno 40-50 mila impianti, contro i 32mila registrati nella banca dati ufficiale del Campidoglio.
Durante l'estate, il Comitato ha denunciato che molti dei manifesti della campagna di Roma Capitale contro l'abbandono dei cani sarebbero stati affissi su impianti irregolari. «Il Comune dovrà sanzionare se stesso per questo motivo, pagando con soldi pubblici una propria mancanza di verifiche preliminari e di controlli successivi. Tuttavia dopo alcuni mesi, nessuno è ancora intervenuto per fornire chiarimenti convincenti e nessuno pare responsabile di questo vergognoso episodio. Questa è la prova che la situazione è completamente al di là di ogni regola», una beffa ai romani, sottolinea Crea.
Da mesi il Comitato continua a sollecitare interventi contro gli abusi, ma le rimozioni non vanno avanti. «Sul blog "Basta cartelloni a Roma" abbiamo presentato centinaia di segnalazioni di gravi irregolarità alle autorità competenti e aspettiamo ancora che vengano presi provvedimenti. Ci risulta però che le rimozioni siano ferme da mesi - denuncia il Comitato - mentre gli oscuramenti, previsti e secondo noi molto efficaci come strumento dissuasivo, non vengono effettuati». Eppure si tratta di impianti illecitamente collocati in punti pericolosi, vicino agli incroci, oppure che impediscono il passaggio sui marciapiedi. Altri sono addirittura piazzati nei parchi e nei giardini pubblici.

San Lorenzo, un corteo per salvare il centro anziani
Roma 12 ottobre 2011
"Giù le mani dal Centro anziani". Questo lo slogan scandito da un centinaio di manifestanti in corteo per le strade di San Lorenzo per protestare contro la chiusura del "Centro anziani fragili" in via degli Equi 29 a causa dei tagli ai servizi sociali da parte del Comune di Roma, della Regione Lazio e del governo nazionale che hanno provocato la sospensione del servizio di assistenza gestito dalla Cooperativa FAI.
Alla protesta, iniziata lunedì mattina e proseguita nella giornata di martedì, è seguita una prima garanzia: 150mila euro da Comune, Regione e Provincia a sostegno della struttura. Ad annunciarlo è stato l'assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Roma Claudio Cecchini (Pd): "Ho appena sentito l'assessorato regionale alle Politiche Sociali - ha spiegato - che ha valutato la mia proposta di mettere insieme 150 mila euro per il Centro, una cifra sicuramente insufficiente, ma sempre meglio di zero". Ma l'assessore alle Politiche Sociali del III Municipio Guido Capraro (Pd) insiste: "Finché non lo vedremo scritto su un pezzo di carta, continueremo con la protesta".
Gli stessi anziani protagonisti della vicenda  non vogliono abbassare la guardia e sono determinati a portare a casa risultati concreti. "Noi le tasse le paghiamo... questo è il ringraziamento", recitava un cartello tenuto in mano da un gruppo di pensionati. "La crisi economica - spiegano i promotori dell'iniziativa - colpisce le fasce più deboli della popolazione e cancella una struttura che in nove anni di attività ha garantito un servizio di assistenza qualificato e indispensabile per le persone anziane e disabili con difficoltà residenti nel quartiere". Persone che, dal primo ottobre, non hanno più un centro attrezzato che li possa seguire. Per un'insufficienza di fondi, mal giustificata dalle casse sempre più vuote di chi confonde il risparmio con tagli non indifferenti a servizi sociali minimi ed essenziali, venti persone non autosufficienti rischiano di cadere in solitudine e, senza qualcuno che li accudisca, di peggiorare una situazione già di per sé grave. Ma la crisi purtroppo non la pagano da soli. Senza centro, niente lavoro: vengono così mandati a casa gli operatori sociali della Fai, la cooperativa che ha avuto in gestione la struttura durante i suoi sette anni di operatività.
Grandi assenti in piazza le Politiche Sociali del Comune di Roma. "L'assessore Sveva Belviso - ha detto Capraro, assessore municipale - ci ha comunicato che non sarebbe venuta a causa di un altro impegno istituzionale: la festa della torta in alcuni centri anziani di Roma". "Un impegno - prosegue - non necessariamente urgente di fronte alla drammatica situazione in cui versano le politiche sociali di questa città. Una città dove si è capaci di spendere ben 200mila euro per una festa, quella dei nonni, al Palalottomatica, a scapito di servizi fondamentali come quello offerto dal centro anziani fragili di questo quartiere". Dello stesso avviso è Roma Social Pride che per bocca di Simona Panzino ha commentato così la vicenda: "È una vergogna. In sette anni di governo la spesa per il sociale ha subito un taglio dell'80 per cento e, dopo altrettanti sette, si decide di chiudere un centro di comprovata importanza in un quartiere che vanta una forte presenza di anziani fragili. Fortuna che il sindaco Alemanno aveva detto di voler innovare le politiche sociali".

17 ottobre - Diciamo no alla Staffetta dell'Acqua (privatizzata)!
Il 12 e 13 giugno il voto referendario di 27 milioni di cittadine e cittadini italiani ha chiaramente indicato la scelta del popolo italiano sulla gestione del servizio idrico: una gestione pubblica e partecipativa dell'acqua, nella quale non ci sia spazio per il profitto. A pochi mesi da quella grande partecipazione popolare, Federutility, federazione che associa buona parte delle Società per Azioni che gestiscono il servizio idrico in Italia, ha lanciato una gigantesca operazione di immagine organizzando il cosiddetto "Festival dell'acqua", a loro dire in continuità con il referendum. Un'operazione che distorce la realtà, essendo stata Federutility tra gli avversari più convinti della campagna referendaria per l'Acqua Bene Comune ed essendo composta da SpA e Multiutilities spesso quotate in borsa che, per propria natura, hanno nel profitto il loro principale obiettivo.
Nell'ambito della sua ingannevole campagna, costata 450 mila euro, Federutility sta percorrendo l'Italia con la "Staffetta dell'acqua" che vede Pietro Mennea come testimonial e la trasmissione radiofonica "Caterpillar" di Radio2 come "megafono" dell'iniziativa
In ogni sua tappa la staffetta ha incontrato le ragioni e il fermo disappunto di quei cittadini che, avendo sostenuto il SI' per una gestione pubblica e partecipativa dell'acqua, si sono sentiti presi in giro da questa passerella mediatica. La tappa fiorentina ha addirittura visto 5 attivisti denunciati solo per aver chiesto l'applicazione dell'esito referendario, protestando contro chi sta evidentemente cercando di aggirarlo.
Il 17 ottobre la staffetta farà tappa a Roma, accolta da Acea che è tra i principali organizzatori dell'iniziativa. Il popolo dell'acqua, forte delle regioni di oltre un milione di romani che il 12 e 13 giugno hanno votato Sì, sarà presente all'iniziativa per ricordare la volontà popolare a quegli imprenditori e amministratori che, evidentemente, non hanno accettato l'esito referendario.
Chiamiamo quindi tutte e tutti a partecipare all'iniziativa, che si svolgerà nel pomeriggio di lunedì 17 (il luogo, non ancora reso pubblico dagli organizzatori, sarà pubblicato prossimamente su http://craproma.blogspot.com/), per manifestare le nostre ragioni con tutto il colore, l'allegria, e la determinazione che ci hanno portato alla meravigliosa vittoria di giugno.
Coordinamento Romano Acqua Pubblica
per info: http://craproma.blogspot.com/; duesiacquabenecomune.roma@gmail.com

Consumi e società
Pazienti e personale sanitario in pericolo. Al Policlinico Umberto I torna l'allarme sicurezza
Dopo le denunce degli anni passati, torna con forza il problema del più grande ospedale universitario d'Europa, l'Umberto I di Roma. I sotterranei pieni di sporcizia, escrementi e umidità sono stati sistemati spendendo 18 milioni di euro. Ma i lavori, affidati a ditte coinvolte in altre inchieste, sono già da rifare. Lo dimostrano una serie di esposti alla magistratura che fotografano una situazione persino peggiorata: "Rischiano di esplodere le gallerie nei sotterranei del policlinico Umberto I: la rete dei gas medicali corre insieme con quelle dell'elettricità, dell'acqua, di trasmissione dati e con i tubi che trasportano il vapore a sette atmosfere con pericoli enormi per i pazienti e per il personale dell'ospedale".
A far riemergere la questione sicurezza del Policlinico, dopo la raffica di indagati per sospette irregolarità nella gestione dell'appalto milionario dei tunnel, è la denuncia del ricercatore Antonio Sili Scavalli del sindacato autonomo Fials. Il suo allarme è sostenuto da due relazioni tecniche supersegrete commissionate dallo stesso Policlinico. Il sindacalista dei camici bianchi dopo aver mandato più di una diffida alla Regione e alla direzione dell' Umberto I, con la richiesta di un intervento immediato, ha inviato gli atti in Procura.
La questione dei sotterranei del Policlinico era stata sollevata da diversi reportage giornalistici sin dal 2003. I video di Fabrizio Gatti (dell'Espresso) che, nel 2007 e nel 2008, avevano messo in evidenza lo stato di abbandono dell'ospedale, aveva obbligato gli amministratori a correre rapidamente ai ripari. A partire dal problema delle gallerie ipogee che era il più grave ed urgente. Costati, tra progettazione e opere, diciotto milioni alle casse della Regione, i lavori per la bonifica e la ristrutturazione dei sotterranei dell'Umberto I sono però tutti da rifare. Perché da quei tunnel non sono stati allontanati i pericoli e le condizioni insalubri per i pazienti e gli operatori sanitari. Anzi, paradossalmente in quei 2,7 chilometri di sotterranei ci sono molte più insidie ora che prima che fosse avviato il cantiere. C'è, insomma, una "bomba" innescata sotto la vita di chi nel policlinico universitario va a farsi curare o a lavorare. Basterebbe un cortocircuito a far accadere un disastro.
Ma la questione sicurezza non è il solo male delle gallerie appena ristrutturate. Sui muri affiorano macchie di umidità, muffe e salnitro che hanno già corroso qua e là l'intonaco delle pareti. E le piogge devono ancora arrivare. Di più: la rete delle fogne è rimasta fatiscente com'era, ma ora corre sotto uno strato di cemento armato di 30 centimetri. Impossibile ispezionarla senza ricorrere ai martelli pneumatici. E anche qui incombe un'insidia: "Se sottoterra si formassero sacche di gas nei tratti di fognature ostruite", spiega il sindacalista, "potrebbe verificarsi un'esplosione con qualsiasi innesco, devastando i padiglioni sovrastanti".

Emergenza rifiuti, Riace investe sulla sostenibilità
Un passo indietro che guarda al futuro. È attingendo a piene mani a quella tradizione contadina quasi dimenticata in Calabria, che Riace, la città dell'accoglienza già nota per aver inaugurato un modello alternativo di integrazione dei migranti, ha scelto la via della sostenibilità per rispondere al problema dell'emergenza rifiuti. Ad  inerpicarsi per gli strettissimi viottoli dell'antico borgo, sfuggito al destino di progressivo spopolamento grazie alla comunità migrante che qui è ospite e non detenuta, sono infatti due asini che trainano i carretti in legno prodotti da un artigiano locale, con i quali porta a porta vengono ritirati i rifiuti che alla popolazione tocca solo selezionare. Ad occuparsene è la coop. sociale "gli Aquiloni", nata dall'esperienza di quattro ragazzi, tutti con alle spalle un'esperienza di migrazione. Due di loro a Riace ci sono arrivati alla ricerca di un destino migliore di quello che la terra d'origine - l'Afghanistan e il Ghana - aveva loro riservato.
Gli altri, che a Rice ci sono nati, anni fa sono partiti per il Nord alla ricerca di lavoro e futuro, per poi tornare in paese a mani vuote e scoprire che si può ancora vivere di quella tradizione contadina dalla quale si erano allontanati. Il compito di selezionare la coppia di animali è toccato invece alla comunità Rom che con Riace - paese in cui Rom e Sinti di tutt'Europa si danno appuntamento ogni anno per la festa di San Cosma e Damiano - hanno un legame antico. Sono bastate dunque poche risorse e molta inventiva per lanciare un servizio capillare, attivo 5 giorni su 7, che non solo permette di abbattere l'impatto dei rifiuti, ma è riuscito a creare lavoro e speranza in un contesto complesso come la Locride, che di opportunità è spesso avara. «L'idea è nata quasi per caso - racconta il sindaco di Riace, Mimmo Lucano - leggendo una vecchia ricevuta del Comune: una nota di pagamento per un servizio di pulizie svolto diversi anni addietro. Mi ha incuriosito perché si lavorava con l'asino e il carretto».
Riace ha inaugurato così un progetto semplice ma ambizioso, che punta nel giro di un paio d'anni alla totale emancipazione dalle imprese private per la trattazione dell'intero ciclo dei rifiuti. Una realtà radicalmente differente da quella della Regione, che le statistiche inchiodano agli ultimi posti per la differenziata in Italia. Soltanto tre paesi in Calabria superano il 60% di raccolta intelligente dei rifiuti e sono paesi piccolissimi: Sellia, Vaccarizio e Saracena non superano i mille abitanti e sono ininfluenti nelle statistiche regionali. Nel resto del territorio la situazione è tragica. Perché rifiuti, in Calabria, da oltre dieci anni è sinonimo di emergenza. E di sperpero. Dal 1997, di commissario in commissario, la gestione emergenziale dei rifiuti ha dragato oltre un miliardo di euro di fondi pubblici, senza però giungere alla soluzione del problema. È per questo che Legambiente ha scelto Riace e la sua esperienza alternativa di raccolta differenziata come prima tappa di "Caralabria", un tour in 16 tappe che dal 1 al 29 ottobre toccherà le spesso sconosciute realtà laboratorio dell'innovazione legata all'ambiente.

Iniziative ed eventi
Roma 13 ottobre ore 14.30
Commissione diritti umani del Senato, Medici senza Frontiere, Dream (Comunità di S. Egidio) invitano all'incontro "Fame di denuncia: perché il cibo non basta" presso Senato della Repubblica, aula della Commissione Difesa, via degli Staderari, 4

Roma 13 ottobre ore 15.00 l'Istituto Affari Internazionali (IAI) e la School of Government dell'Università LUISS Guido Carli, in collaborazione con Diplomacy e con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Compagnia di San Paolo invitano alla conferenza: "La diplomazia dell'integrazione". Presso Sala Pietro da Cortona ai Musei Capitolini, P.zza del Campidoglio, 1

Belmonte in Sabina 14 ottobre ore 10.00 Casa della Solidarietà  "Il libro di storia vivente- volontari facciamo la differenza! " (Narrazioni tra anziani e bambini ) presso la Scuola di Via Collecatino

Roma 14 ottobre ore 16.30 Caritas Roma e Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Roma invitano alla tavola rotonda "Dai problemi alle persone. incontrare l'uomo per "ri-animare" la politica. percorsi possibili per una socialità partecipata". Presso Sala Luigi Di Liegro, Provincia di Roma via IV novembre 119/a

Roma 14 ottobre ore 16.00  l'associazione "21 luglio" invita a partecipare alla presentazione ufficiale del report "Linea 40 - Lo scuolabus per soli bambini rom" presso l'Auditorium UNICEF di Roma in via Palestro, 68

Roma 16 ottobre ore 12.00 Adynaton, Fiore del Deserto e Aina Onlusi invitano pranzo multietnico nel parco del Fiore del deserto per sostenere il Progetto bimbi del meriggio -  il Villaggio per i bambini sieropositivi che l'A.I.N.A. Onlus ha fondato in Kenya. Via Nomentana 1367

Roma 17 ottobre ore 19.00 FOCUS-Casa dei Diritti Sociali in collaborazione con Arci Roma, Amnesty International Gruppo 002,  Amnesty International Gruppo 221, Medici per i Diritti Umani, Medici contro la tortura, Un Ponte per...,Senza Confine,  Gruppo intercultura della cdb S. Paolo, Popica Onlus invitano in occasione della Giornata mondiale di lotta alla povertà momenti di dibattito, proiezioni video, esibizioni di bande di percussioni. Appuntamento sotto i portici di Piazza Vittorio altezza dei civici 120-136 (tra Via Buonarroti e Via Leopardi)

Roma 18 ottobre ore 9.30 Forum Terzo Settore invita al convegno "Insieme contro la crisi. Profit, non profit e Pubblica Amministrazione protagonisti dello sviluppo locale" presso Palazzo del Commercio in Piazza di Pietra

Roma 19 ottobre ore 9.30 UIL invita al convegno "Ricongiungere l'integrazione"-ricongiungimento familiare per gli immigrati: esperienze a confronto. Presso Sala Luigi Di Liegro, Provincia di Roma via IV novembre 119/a

Roma 19 ottobre ore 10.30 Centro Astalli invita alla presentazione del libro "Terre senza promesse"   presso Sala protomoteca del campidoglio Piazza del Campidoglio, 55

Roma 20 ottobre ore 16.00 L' UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) invita alla Presentazione della Relazione al Parlamento "Un anno di attivita' contro ogni forma e causa di discriminazione" presso la Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri in Largo Chigi 19

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