giovedì 24 giugno 2010 - Italia, domande d’asilo scese del 43% in un anno


In Italia il numero dei rifugiati è sceso vertiginosamente, diminuendo nell'arco di un anno a 55 mila, un decimo dei rifugiati in Germania e un quarto della Francia. Ad originare questo calo le politiche restrittive nel Canale di Sicilia da parte dell'Italia, ed in particolare i respingimenti in mare. Lo ha dichiarato l'Unhcr, l'Agenzia Onu per i rifugiati, in occasione della Giornata mondiale dei rifugiati nel corso della iniziativa tenuta a Roma e fortemente sostenuta dal Tavolo Nazionale Asilo. Anche il sistema d'accoglienza del nostro Paese presenta forti lacune che compromettono la tutela dei diritti dei rifugiati. Come dichiarato dal delegato delle Nazioni unite per l'Europa meridionale, Laurens Jolles, le profonde lacune dell'Italia vanno dalla mancanza di strumenti per gestire a livello locale le pratiche di richiesta di protezione alle carenze di risorse che permettano l'integrazione. "Sentirsi a casa in Italia oggi è molto difficile - dice la scrittrice albanese Anilda Ibrahini, anche lei con una esperienza di fuga alle spalle - L'integrazione è in forse: lasciata nelle mani delle associazioni, dell'Unhcr, o chi per essa, ma non è un dato di fatto perchè non c'è un modello per tutti proposto dallo Stato". "E' necessario un provvedimento normativo che preveda il diritto soggettivo di ciascun rifugiato", continua Ibrahini. E' stato chiesto al governo di prendere in considerazione una "nuova normativa sui rifugiati per superare una serie di problemi, come le modalità dei respingimenti, che certo non permettono il rispetto degli aventi diritto all'asilo". Secondo gli esponenti del tavolo, "l'accesso alla protezione non è più garantito in Italia. La pratica dei respingimenti iniziata nel maggio 2009, ha portato lo scorso anno ad una diminuzione delle domande d'asilo del 43%. Ancora non abbiamo i dati per il 2010, ma siamo convinti che questa tendenza verrà, purtroppo, confermata. Una tendenza che potrebbe corrispondere ad una buona notizia se fossero venute meno le cause per le quali i rifugiati scappano dai loro Paesi". Va infine considerato che alle aree che si sono distinte per la loro criticità nell'ultimo anno (Eritrea,  Somalia, Afghanistan) e che continuano ad essere devastate dalle guerre e dalla violenza vanno aggiungendosi nuove crisi come quelle recenti nelle repubbliche già facenti parte della exURSS e Gaza.