I migranti, gli alberghi e gli sciacalli

25/08/2016 di Redazione
I migranti, gli alberghi e gli sciacalli

Lo sciacallaggio può avere tante forme. C'è il pericolo che qualcuno si introduca fra le macerie per portare via beni di valore e ricordi cari alle famiglie che hanno dovuto lasciare le loro case, che stanno piangendo le perdite o cercando dispersi. C'è molta preoccupazione sulla speculazione che potrebbe derivare dalla tragedia e per lo sfregamento di mani di molti imprenditori senza scrupoli pronti a lucrare sull'emergenza e sulla ricostruzione. "Speriamo che nessuno stia ridendo ora", era un auspicio ricorrente sui social network fin dalle prime ore dopo la violenta scossa della notte del 24 agosto.
Esistono i più diversi tipi di sciacallaggio, fra i quali quello che imputerebbe la carenza di risorse nel nostro Paese alle spese relative all'immigrazione. Hanno suscitato sconcerto e indignazione le parole dell'ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, che guidò le operazioni di soccorso durante il terremoto de L'Aquila nel 2009. In una lettera al quotidiano Il Tempo, scritta dalla Sierra Leone, Bertolaso suggerisce ai volontari di rimanere a casa per non creare "confusione". Allo stesso tempo consiglia di estrarre le persone dalle macerie e di piantare tendopoli per gli sfollati "sperando che non le abbiano usate tutte per gli extracomunitari". Sui social la frase sulle tendopoli usate anche per i richiedenti asilo in arrivo dal Mediterraneo non è passata inosservata e qualcuno ricorda a Bertolaso le proprie vicende giudiziarie: l'intercettazione che rivelò le risate notturne dei due imprenditori pronti a lucrare sulla ricostruzione del comune aquilano, emerse proprio dall'inchiesta degli appalti affidati alla Protezione Civile.
Questo articolo de Il Post ( http://www.ilpost.it/2015/06/17/immigrati-alberghi-di-lusso-salvini/) chiarisce ai meno informati la situazione dell'accoglienza in Italia, con la speranza che una corretta informazione possa aiutare i cittadini ad essere più consapevoli, meno diffidenti, più attenti all'uso delle risorse economiche sul proprio territorio.
Le notizie che riguardano i migranti ospiti dei centri d'accoglienza, riportano invece episodi di solidarietà attiva: nelle vicinanze di Arquata, uno dei centri più colpiti dal sisma, i rifugiatidel Gruppo Umana Solidarietà della provincia di Ascoli Piceno stanno lavorando per la costruzione di un centro operativo comunale. Il loro compito, per ora, è quello di ripulire un campo ai margini della Salaria dove saranno installate le strutture del centro che fungerà da punto di raccordo decisionale e operativo fra le varie realtà che stanno gestendo l'emergenza.
Alcune decine di richiedenti asilo, da varie parti d'Italia, hanno deciso di aiutare concretamente le persone che hanno perso tutto a causa del terremoto di mercoledì andando a dare una mano nei centri distrutti dal sisma. Altri dieci migranti ospiti dei centri di accoglienza "Damasco" diBenevento raggiungeranno oggi i luoghi colpiti, mentre il Consorzio Maleventum ha comunicato alla Protezione Civile e alla Prefettura di Rieti la possibilità di ospitare gratuitamente 100 persone sfollate e senza tetto nelle proprie strutture in provincia di Benevento. Offerte di contributo sono arrivate anche da migranti e richiedenti asilo assistiti a Taranto, Modugno e Bitonto dalla cooperativa Costruiamo Insieme.
Gli ospiti delle strutture Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di Gioiosa Ionica, in Calabria, hanno invece deciso di devolvere il loro pocket money - i 2,5 euro giornalieri che ricevono per le piccole spese personali - ai migranti ospitati fino a oggi ad Amatrice, dove crollate tutte le cinque strutture di accoglienza.