Anac denuncia: I lavori della scuola di Amatrice non erano a norma

01/09/2016 di Redazione
Anac denuncia: I lavori della scuola di Amatrice non erano a norma

Otto pagine. È solo l'inizio del fascicolo di inchiesta che la Guardia di Finanza ha aperto per far luce sul crollo della scuola di Amatrice "Romolo Capranica", finita sulle pagine dei giornali per essere crollata in due tempi, prima la parte centrale e poi il resto, a causa del terremoto che lo scorso 24 agosto ha colpito Amatrice con la forza di una magnitudo pari a 6.0.
Il presidente dell'Autorità Nazionale Anti Corruzione, Raffaele Cantone, ha messo sotto inchiesta gli appalti della scuola, ma la maggior parte dei documenti da reperire sono ancora sepolti sotto le macerie. Già dai documenti in possesso, però, si registrano delle anomalie.
Ma già adesso, dalla prima ricostruzione della Gdf, il prezioso braccio operativo di Cantone per Expo, Mose e Giubileo, emergono le prime anomalie. Un'impresa, la Edil Qualità, nel 2012 effettuò i lavori, ma senza essere perfettamente in regola con il Soa, il certificato di validità quinquennale che garantisce l'effettiva qualità professionale della ditta.
Riguardo ai lavori di adeguamento sismico, la verità sembra ancora più inquietante. Nonostante le rassicurazioni del sindaco di Amatrice che sostiene di aver agito nel rispetto delle regole e in un'intervista tv ha ricordato "anche i miei figli frequentavano quella scuola", i documenti proverebbero che nel corso dell'appalto partito nel 2012 - diviso in due differenti tranche rispettivamente di 511 e 160mila euro - quei lavori non sarebbero stati effettuati non per "colpa" dell'impresa di Gianfranco Truffarelli, il titolare della ditta, ma perché il Comune di Amatrice non li aveva espressamente richiesti.
Cantone ha subito concentrato la sua attenzione sulla scuola di Amatrice: sono gli edifici pubblici e il loro stato di salute a costituire il primo indizio del comportamento di un'amministrazione pubblica. Inoltre, gli edifici pubblici, di tutti, sono quelli che maggiormente dovrebbero garantire la sicurezza, soprattutto quelli riservati all'educazione e alle cure.
Perciò il presidente Anac ha preso immediatamente contatti con il procuratore della Repubblica di Rieti Roberto Saieva, che ha aperto un'inchiesta ipotizzando il reato di disastro colposo, proprio perché l'edificio scolastico è caduto alle prime scosse nonostante i lavori di consolidamento, e non sarebbe caduto se, anziché in Italia, lo stesso palazzo si fosse trovato in Giappone, quindi costruito rispettando le norme antisismiche.
Il secondo passo è stato chiedere una ricostruzione puntuale dei fatti alla Guardia di Finanza. La Finanza ha cominciato a compiere un primo accertamento in via preliminare per capire se l'appalto della scuola è stato affidato in modo regolare, rispettando le regole anticorruzione, Per la realizzazione dei lavori sono stati usati i fondi del Ministero dell'Istruzione, veicolati attraverso la Regione e la Provincia. Toccherà alla Finanza incrociare i dati della poca documentazione in possesso degli inquirenti.