Baobab a Roma, ancora nessuna soluzione per i migranti

15/09/2016 di Redazione
Baobab a Roma, ancora nessuna soluzione per i migranti

Sono circa 300 i migranti che continuano a dormire all'aperto, in via Cupa, la stradina a ridosso di Via Tiburtina che fino a un anno fa ospitava il centro d'accoglienza Baobab. Quei pochi metri di strada sono rimasti il punto di riferimento dei transitanti che passano per la Capitale. Un numero che aumenta con l'arrivo dell'estate e di migliori condizioni metereologiche per tentare la traversata via mare e lo sbarco in Italia. In questi giorni, in cui sono arrivate le prime piogge e la temperatura comincia a scendere, centinaia di persone continuano a dormire all'aperto, nell'incuria delle istituzioni. Molta attenzione c'è stata su via Cupa da parte delle forze politiche, alcune nel tentativo di strumentalizzarle. Di fatto, nessuna soluzione è stata trovata. Eppure un tavolo esiste e vede coinvolta l'amministrazione capitolina e diverse associazioni di volontari che operano nel terzo settore. Un tavolo di discussione che fino a ora ha coinvolto tre sindaci e tre assessori e che si è concluso, ancora una volta, con un nulla di fatto.
Andrea Costa, presidente dell'associazione Amici del Baobab, ha spiegato che ieri, nell'ultima riunione con l'assessora Laura Baldassare è naufragata anche l'ipotesi di una tendopoli, che nelle intenzioni avrebbe dovuto ospitare 150 delle oltre 300 persone che ora dormono per strada in via Cupa. L'idea della tendopoli è saltata poiché la Protezione Civile romana è impegnata nel terremoto che ha investito la zona di Amatrice. Venuto meno questo aiuto, nessun'altra alternativa sembra praticabile per mancanza di fondi.

Da un anno e mezzo sono in tutto 53 mila i migranti transitati per l'ex centro Baobab di Roma. La situazione ha raggiunto anche alcuni paradossi: è notizia di qualche giorno fa che alcuni minori, provenienti da via Cupa, abbiano acquistato un biglietto per raggiungere il nord Italia. La polizia li ha fermati e non li ha fatti salire sul treno, ma non li ha presi in custodia in quanto minori non accompagnati. I ragazzi sono stati riaccompagnati a via Cupa e lasciati là, in quello che adesso è un accampamento di fortuna dove senza l'azione dei volontari i migranti sarebbero stati lasciati abbandonati a loro stessi. Sono proprio i volontari ad aver installato delle docce, a provvedere quotidianamente al cibo e ad aver raccolto tende, materassi e generi di prima necessità. Ma con il peggioramento delle condizioni meteorologiche, le condizioni si fanno più faticose: il freddo, l'umidità e la pioggia, che deteriora anche i pochi beni a disposizioni, senza che vi sia modo di metterli al riparo.