L'agricoltura familiare come chiave di sicurezza alimentare

29/09/2016 di Redazione
L'agricoltura familiare come chiave di sicurezza alimentare

"Voler bene alla terra", questo lo slogan lanciato dalla campagna politica, sociale e culturale Terra madre Salone del Gusto 2016. L'iniziativa ampiamente partecipata è andata in scena dal 22 al 26 settembre a Torino come frutto di un progetto concepito da Slow Food, a coronamento del suo percorso di crescita, e che oggi promuove la convinzione che mangiare è un atto agricolo e produrre è un atto gastronomico. Terra Madre riunisce coloro che fanno parte della filiera alimentare e vogliono difendere l'agricoltura, la pesca e l'allevamento sostenibili, per preservare il gusto e la biodiversità del cibo.
Gaetano Pascale, primo Presidente di Slow Food Italia non proveniente da Brà, ma da  Guardia Sanframondi,  una realtà contadina delle zone interne della Campania , eletto all'ultimo congresso, stava da tempo preparando questo evento. Quattro vice presidenti, il comitato esecutivo, duecento persone della struttura nazione e l'occhio vigile di Carlo Petrini sono stati tutti impegnati a non lasciare nulla al caso di fronte alla scommessa che tutti avevano ritenuto ormai matura: abbandonare il Lingotto Fiere ed andare ad un poderoso abbraccio con la città di Torino.  Parco del Valentino, Piazza San Carlo,  Via Roma, sono stati popolati da enormi serpentoni di gazebo che hanno accolto i tanti produttori provenienti da tutto il mondo; Piazza Castello con le regioni, Slow Food editore, i temi della tutela della biodiversità e del suolo; Teatro Carignano trasformato in Parlamento che ha ospitato le conferenze di diverse personalità quali Josè Bovè, europarlamentare contadino, Alice Waters  colei che ha inventato la didattica degli orti scolastici negli Stati Uniti; Serge Latouche teorico di economia locale e decrescita, Don Luigi Ciotta, Gino Strada, il Presidente Mattarella. Torino Esposizioni con le aule che hanno accolto i Forum di Terra Madre; Piazza Reale che ha ospitato i simpatici furgoni della cucina di strada; Mole Antonelliana con le proiezioni di documentari, i Murazzi, Centro Congressi, San Salvario, Dimore Reali, portici, cortili, ogni luogo, ogni angolo è stato utilizzato per accogliere una mostra, un'attività, un evento.
Venerdì sera è stato il momento della sfilata, in 7 mila i delegati di Terra Madre, moltissimi in pittoresco costume tradizionale, partendo dai Murazzi, hanno percorso via Po per raggiungere Piazza Castello a sancire con cartelli che il loro progetto affonda le sue radici in problemi  fondamentali per la sopravvivenza del pianeta stesso. Infatti nei Forum e nelle Conferenze i temi ricorrenti sono stati: la difesa della biodiversità,  del suolo, del cibo naturale, dei 10 mila orti in Africa, degli orti scolastici ed urbani, ma anche riflessioni sulle contraffazioni e agromafie, sull'emigrazione.
Infine mostre e stand specifici di contenuto come Slow Beans per la rete dei produttori di legumi; let it BEE per conoscere il mondo delle api; Slow Meat , consumare meno carne per una migliore qualità; Presidio Extravergine Nazionale per la tutela degli ulivi secolari. Insomma, complice il bel tempo, i torinesi ed i visitatori, in numero di svariate centinaia di migliaia hanno potuto constatare che c'è ancora chi si batte per un futuro non assoggettato al potere della finanza e del mercato bensì per assaporare cibo vero offerto direttamente da contadini che lo hanno prodotto.