L'Ocse boccia la scuola italiana

22/09/2016 di Redazione
L'Ocse boccia la scuola italiana

Il primo giorno di scuola e l'Ocse punta il dito contro la scuola italiana. Nel rapporto "sguardo sull'educazione", l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico bacchetta l'istruzione italiana, evidenziandone le falle e le carenze. "Un'istruzione di qualità ha bisogno di un finanziamento sostenibile" rimprovera l'istituto, sciorinando numeri e cifre che dimostrano quanto i governi del Paese abbiano avuto poco a cuore la scuola italiana. "La spesa pubblica per l'istruzione in Italia è diminuita del 14% tra il 2008 e il 2013. Una diminuzione che riflette non solo una riduzione della spesa pubblica complessiva in termini reali, ma anche un cambiamento nella distribuzione della spesa pubblica tra le diverse priorità". Analizzando e mettendo a confronto i sistemi educativi di 35 tra i paesi più industrializzati della terra, l'Ocse colloca l'Italia al quartultimo posto: la spesa totale pari al 4% del Pil nel 2013, ben al di sotto della media Ocse del 5,2%.
Un quadro impietoso, un mosaico di criticità che tutti conoscono. Tagli e definanziamenti, riforme falcidianti, il bilancio della scuola pubblica risicato e rosicchiato. Le conseguenze? Aule sovraffollate e istituti fatiscenti, cattedre vacanti, stipendi bassi e docenti eccessivamente anziani. Da Nord a Sud, percorrendo l'Italia in lungo e in largo, il primo giorno di scuola conferma i dati preoccupanti Dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. A Bologna venti alunni stranieri sono ancora in cerca di una classe, a Crema, la prima lezione si è svolta per terra, tutti seduti in cerchio, mancano le sedie. Esemplare il caso della scuola media Baracchini di Villafranca, piccolo paese della Lunigiana, che respinge un bambino di 11 anni perché la classe era già troppo affollata. Situazione risolta poi, con l'intervento di un avvocato, la minaccia dei genitori di ricorrere al Tar, "Faccio quello che devo fare, mio figlio deve andare a scuola, si tratta della scuola dell'obbligo", lo strazio della madre, il ministero dell'Istruzione con i suoi ispettori e l'ufficio scolastico regionale della Toscana, "potrà frequentare l' istituto". A Roma, nella scuola media Cattaneo, il primo giorno di scuola, 32 bambini, tra cui tre disabili, si sono ritrovati in un'unica classe, un pollaio di pochi metri quadri.
E gli insegnanti? Secondo l'Ocse dal 2010 al 2014 gli stipendi degli insegnanti sono diminuiti del 7% e l'incremento degli alunni per classe ha portato ad un calo del salario per studente del 13%. Pochi giovani, persi nei meandri dei concorsi e delle graduatorie, con supplenze e tirocini, precari nonostante le ultime immissioni in ruolo del governo Renzi, con una quota di ultracinquantenni da primato nelle cattedre del nostro Paese.