Cucchi morto per crisi epilettica e non per i pestaggi. Coisp pretende scuse, Ilaria : “Scusate se siamo morti nelle vostre mani”

06/10/2016 di Redazione
Cucchi morto per crisi epilettica e non per i pestaggi. Coisp pretende scuse, Ilaria : “Scusate se siamo morti nelle vostre mani”

Secondo i periti nominati dal Gip Elvira Tamburelli, l'ipotesi più probabile sulle cause della morte di Stefano Cucchi, sarebbe quella di una crisi epilettica e non il violento pestaggio a cui il giovane è stato sottoposto nella caserma dei Carabinieri di Roma Appia. Arrestato nella notte fra il 15 e il 16 ottobre 2009 per droga, Cucchi era stato trasferito qualche giorno dopo al reparto di medicina penitenziaria dell'ospedale Sandro Pertini dove sarebbe poi morto il 22 ottobre.
Nonostante  i dati raccolti "non consentono di formulare certezze sulla(e) causa(e) di morte", secondo i periti, le due ipotesi più probabili sarebbero la crisi epilettica o la frattura alla vertebra sacrale causata dalle violenze da tre dei cinque carabinieri indagati per il caso, ovvero Alessio Di Bernardo, Raffaele D'Alessandro, Francesco Tedesco (tutti per lesioni personali aggravate e abuso d'autorità), Vincenzo Nicolardi e Roberto Mandolini (per falsa testimonianza, e Nicolardi anche per false informazioni al pm).
Come sottolineato dalla sorella Ilaria, non si spiegherebbe però perché, a fronte del riscontro oggettivo costituito dalle fratture causate dal pestaggio, i periti ritengano comunque più attendibile l'ipotesi della crisi epilettica, ben più difficile da confermare oggettivamente come causa del decesso e che comunque sarebbe stata correlata alla "condizione di severa inanizione" (cioè d'indebolimento dell'organismo per carenza di alimentazione), in cui si trovava Stefano a seguito dell'arresto.
Ilaria Cucchi, la sorella della vittima, in lungo post sottolinea le continue contraddizioni contenute nel documento prodotto dai periti, che basano l'attendibilità dell'ipotesi di una morte improvvisa per epilessia - evento rarissimo secondo di Vincenzo Di Lazzaro, ordinario di neurologia al Campus Biomedico di Roma - sulla tossicodipendenza della vittima senza però portare elementi inconfutabili sul fatto che questa sia realmente avvenuta e se possa essere collegata con il decesso: "Gli unici dati oggettivi scientifici che la perizia riconosce sono: il riconoscimento della duplice frattura della colonna e del globo vescicale che ha fermato il cuore. Con una perizia così ora sappiamo che finalmente abbiamo ottime possibilità di vedere processati gli indagati per omicidio preterintenzionale. Con buona pace dei medici e degli infermieri che vengono continuamente assolti".      
Intanto il sindacato di polizia Coisp aveva immediatamente cavalcato i risultati della perizia chiedendo alla famiglia Cucchi di porgere le scuse per le accuse rivolte contro le forze dell'ordine. In una nota pubblicata il 5 ottobre Ilaria risponde così: "Se prima lo avevo solo intuito adesso so quanto sia diverso e più difficile trovarsi ad affrontare processi contro i carabinieri piuttosto che contro chiunque altro. Oggi nonostante sia stato riconosciuto il violentissimo pestaggio, le gravi lesioni subite da Stefano e le multiple fratture alla colonna vertebrale, i sindacati di polizia intervengono per l'ennesima volta su terreni che non competono loro e ci dicono di chiedere scusa. E allora chiediamo tutti scusa. Scusate se siamo morti nelle vostre mani"