Presentazione di “Donne Migranti”, la prima edizione dei Quaderni del SaMiFo dedicata alla salute di bambine, ragazze e donne rifugiate

27/10/2016 di Redazione
Presentazione di “Donne Migranti”, la prima edizione dei Quaderni del SaMiFo dedicata alla salute di bambine, ragazze e donne rifugiate

Mercoledì 26 ottobre alle 10:30 presso il Palazzo del Commendatore a Borgo S. Spirito è stata presentata la prima edizione dei Quaderni del SaMiFo specificatamente dedicata alla salute delle donne rifugiate in quanto categoria più vulnerabile di utenti del servizio sanitario messo a disposizione nel centro.
La realtà del SaMiFo nasce nel 2006 dalla collaborazione tra il Centro Astalli e la ASL Roma A al fine di promuovere la tutela della salute dei migranti forzati. Si tratta di uno dei rari esempi virtuosi di integrazione tra le risorse e competenze del privato sociale e quelle del servizio pubblico. Ogni anno oltre duemila richiedenti asilo e rifugiati accedono al servizio di assistenza medica di base e specialistica presso gli ambulatori di psichiatria, psicologia, ginecologia, ostetricia, medicina legale, ortopedia, unità vaccinazioni dove i medici specialisti incontrano i pazienti coadiuvati da operatori sociali e mediatori linguistico-culturali.
Le donne sono le maggiori utenti del servizio di psichiatria, ciò conferma che sono più spesso vittime di abusi nei Paesi di origine, nei viaggi e anche nei luoghi di destinazione.
Quasi tutte le donne seguite dalle ginecologhe del servizio sono vittime di violenza di genere o tortura.
I Quaderni si propongono di raccontare le loro storie di sofferenza, di speranza e talvolta anche rinascita. Raccolte per temi di disagio e problematiche più frequentemente riscontrate nel centro (migrazioni, tratta, mutilazioni genitali femminili, schiavitù e psicopatologia, minori straniere non accompagnate, ginecologia e ostetricia, maternità e allattamento), le testimonianze danno voce a chi voce non ne ha mai avuta, a quei percorsi di sfruttamento che troppo spesso non vengono raccontati né tanto meno denunciati. I Quaderni delineano un viaggio attraverso la conoscenza delle storie di donne fortissime, rappresentano il luogo di incontro interculturale e multidisciplinare di esperienze, sono un esempio di congiunzione tra sanità pubblica e cittadinanza attiva che rigorosamente si schiera affinché l'articolo 32 della Costituzione "la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti" venga rispettato. Il dottor Santone, psichiatra del SaMiFo, curatore dei Quaderni e moderatore dell'incontro, sottolinea a fine presentazione anche un altro articolo della nostra Costituzione, il terzo: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."

Alla presentazione sono intervenute diverse figure mediche e non sul tema delle vulnerabilità femminili nel panorama dei migranti a sostegno dei rispettivi contributi letterari ai Quaderni. Anche Nice Nailantei Leng'ete, ragazza keniota impegnata con Amref dopo aver provato sulla propria pelle i condizionamenti culturali e sociali che portano la pratica delle mutilazioni genitali femminili ad essere così diffusa nel continente africano, ha partecipato al confronto. In questo modo l'incontro ha acquisito un più largo respiro, anche oltre i confini della nostra città e del nostro Paese, dando al fenomeno migratorio un'attenzione al contempo concentrata sul singolo (dimensione necessaria nel trattamento e nella cura delle patologie) e sui fenomeni sociali e politici internazionali. Obiettivo di tale incontro non è stato solo la sensibilizzazione sulle tematiche affrontate nei Quaderni, l'approfondimento e la conoscenza della questione migratoria e delle trasformazioni in atto nella nostra società ma anche l'intervento concreto in prima linea, a favore del sostegno della salute psico-fisica delle categorie più vulnerabili della nostra popolazione, le donne straniere rifugiate