Donald Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America

10/11/2016 di Redazione
Donald Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America

"Le donne e gli uomini dimenticati di questo paese, non saranno più dimenticati" ha dichiarato il Tycoon, durante la conferenza stampa all'Hilton midtown, un albergo di New York, esultando per la vittoria schiacciante. Sono le tre del mattino nell'America repubblicana e la telefonata di Hillary Clinton per riconoscere la sconfitta si attarda negli androni del comitato elettorale del miliardario newyorkese. Con 279 grandi elettori contro i 218 del Partito Democratico, il Grand Old Party acquisisce un controllo totale sulle istituzioni, la maggioranza alla Camera e al Senato. "Come detto dall'inizio - il tono pacato, commosso e ridimensionato - la nostra non è stata una campagna ma un movimento incredibile costituito da milioni di donne e uomini che lavorano duro per il loro Paese e che vogliono creare un futuro migliore per sé e per le loro famiglie. Un movimento formato da americani di tutte le razze e religioni e credo che vogliono rispettare il nostro governo che è al servizio del popolo". Kentucky e Indiana, poi il West Virginia, "ci vorrebbe un miracolo" balbettava lo staff di Trump nella lunga notte della democrazia a stelle e strisce, mentre la macchina da guerra repubblicana trangugiava inaspettatamente seggi e voti. Oklahoma, Mississippi e Tennessee, Alabama, South Carolina, il quartier generale in festa, dal balbettio scaramantico alle strette di mano e gli abbracci.
Un partito Repubblicano lacero e logoro dopo mesi di campagna elettorale, un outsider della politica invece, "l'uomo del destino", che ha incarnato le volontà e le frustrazioni di un Paese spaccato , il voto dei bianchi, classe media rurale ed operaia, è stato imponente e fondamentale per la vittoria. Sono bastati i discorsi, le parole e le immagini evocate, un muro in Messico, dazi e tasse sulle importazioni, le blasfemie e gli insulti xenofobi e sessisti, una narrazione che ha impattato fragorosamente con il trascinarsi stanco e disincantato di Hillary Clinton, appoggiata dalle banche e dall'establishment politico finanziario. È bastato poco a Donald Trump per annichilire il Partito Democratico.
Vermont, Delaware, Illinois, Maryland, Massachussets, New Jersey, Rhode Island, New Mexico e lo Stato di New York: non sono bastati per Hillary Clinton. Un voto che ha sancito la bocciatura da parte degli americani della presidenza Obama, un voto di "pancia" che ha spazzato letteralmente le velleità politiche del Partito Democratico, riducendolo ai minimi storici."Terremo sempre al primo posto gli interessi americani - con una folla urlante - manterremo sempre rapporti con tutti, con le altre nazioni con cui cercheremo una fase comune di dialogo, non di scontro".
Da Bruxelles, il primo commento a caldo è stato quello del presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz, che ha affermato, "la relazione transatlantica diventerà più difficile". Infatti, il Trattato translantico sul commercio e gli investimenti (Ttip) potrebbe naufragare, il Partenariato transpacifico potrebbe non essere mai ratificato dal congresso repubblicano.
Il premier Matteo Renzi invece gli ha augurato buon lavoro, "convinto che l'amicizia resti forte e solida". Gran Bretagna e Usa rimarranno partner "stretti e vicini", ha assicurato anche la premier Theresa May. Mariano Rajoy parla addirittura di "eccellenti prospettive".
Vladimir Putin si è congratulato con il prossimo presidente, augurandosi che i "rapporti russo-americani possano uscire dalla crisi". Congratulazioni sono arrivate anche dal presidente egiziano al-Sisi. E poi ancora da India e Giappone I palestinesi hanno ricordato a Trump che è necessaria una soluzione a due Stati in Medio Oriente. L'Iran, infine, spera che Trump rispetti gli accordi sul dossier nucleare.
Intanto scoppiano le proteste in tutto il paese, da New York alla California, passando per il Texas. Decine di migliaia di persone scese in piazza per protestare contro l'elezione del nuovo presidente: "No al Razzismo, No a Trump" è uno dei tanti slogan che scandiscono queste proteste. Molti gli scontri con la polizia e a New York trenta persone sono state arrestate.