Grande festa per i primi 80 migranti alla caserma Montello: la Milano che accoglie risponde a Lega e Casapound

03/11/2016 di Redazione
Grande festa per i primi 80 migranti alla caserma Montello: la Milano che accoglie risponde a Lega e Casapound

Dopo i fumogeni e le tensioni scatenate nella notte da una manciata di militanti di Casapound e Lega, Milano si risveglia solidale. Per dare il benvenuto ai primi 80 profughi arrivati alla caserma Montello, i residenti del  municipio 8 hanno infatti organizzato una grande festa dell'accoglienza a cui hanno partecipato diverse migliaia di persone fra cui molti rifugiati venuti da altri centri della regione. Una giornata colorata e partecipatissima, animata da musica, teatro, cibo, sport e tante altre attività, pensate insieme da attivisti ed abitanti per contrastare le diverse iniziative lanciate in questi giorni da Lega e Casapound per opporsi all'uso della struttura, ma che hanno radunato soltanto qualche decina di militanti dal cranio rasato e pochi abitanti dei quartieri.
All'iniziativa hanno aderito decine di sigle, dall'associazionismo ai sindacati, passando per tutte le organizzazioni della sinistra militante. "Oltre 5000 persone hanno partecipato alla festa davanti alla caserma Montello con musica, cibo spettacoli teatrali. Famiglie con bambini, giovani e meno giovani del quartiere hanno stretto in un abbraccio i nuovi abitanti del municipio, un primo, emozionante momento di incontro coi cittadini del loro nuovo quartiere - dicono i promotori - . Ora inizia per noi la vera sfida: abbiamo già ribadito che "la grande struttura", 300 persone in un unico luogo, non rappresentano un modello adeguato di accoglienza. Chiediamo, dunque, che le istituzioni e l'ente gestore mantengano gli impegni presi: apertura della Caserma Montello al quartiere, libertà di circolazione per i suoi ospiti, attività di accesso alla lingua, alla formazione, alla tutela legale, alla sanità che siano occasione di scambio con il quartiere. Soprattutto, rendere le strutture sportive e sociali della Montello fruibili ed accessibili al quartiere, perché la caserma e tutti i suoi ospiti entrino davvero a far parte della vita quotidiana del nostro municipio".
L'amministrazione comunale commenta con soddisfazione lo svolgimento della giornata:  "Da giorni l'estrema destra cerca di costruire una dinamica che porti a far sì che Milano diventi come Goro e che ci possano essere barricate - ha affermato Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano - mi pare che la città stia reagendo molto bene". Ed è proprio Majorino ad avere l'incarico di trovare una mediazione fra le richieste dei comitati pro profughi e le esigenze relative alla sicurezza poste dai gestori del luogo e dalla prefettura. Un nodo, quello della sicurezza, da subito al centro del duro scontro fra pro e anti rifugiati. Il sindaco Beppe Sala, rispondendo alle accuse di Salvini aveva dichiarato: "Certamente in questi giorni andrò alla caserma, però ripeto è una soluzione temporanea di 14 mesi. Metteremo i cittadini residenti del quartiere nelle condizioni di sentirsi tranquilli dal punto di vista della sicurezza. Non è pensabile che soprattutto andando verso l'inverno ci sia qualcuno che dorma in strada".