Cds Viterbo è senza una sede!

07/12/2016 di Redazione
Cds Viterbo è senza una sede!

La nostra associazione nel cuore della Tuscia dal 27 ottobre è senza sede. L'immobile in cui svolgiamo le attività è un immobile storico, palazzo Donna Olimpia, sia per la città sia per noi, poiché è la sede dove stava "Camminando Insieme" e dove è nato il CESV a Viterbo. Il sindaco Leonardo Michelini ripete da settimane "A giorni la riapertura di una parte di palazzo Donna Olimpia".
Il Comune con il pretesto del terremoto si è accorto che l'immobile versa in condizioni precarie e così, il 2 novembre ( ma il 27 ci avevano già fatto chiudere) con un'ordinanza ci ha intimato ad entrare. "Una porzione dell'immobile è molto pericolosa, in quanto hanno ceduto diverse travi. Crolli che però non dipesi dal sisma e su cui dobbiamo agire con urgenza per evitare che possano estendersi. Metteremo in sicurezza a breve" afferma il sindaco.
I modi di agire non sono stati corretti e neanche trasparenti, ad oggi non mi è stato notificato nulla, hanno cambiato il lucchetto del portone e così si può accedere per prendere materiali, ecc solo previa richiesta al Comune e accompagnati, ovviamente.
La nostra situazione è quella di circa altre 20 associazioni.
Il Sindaco ci ha ricevuto promettendoci soluzioni che ad oggi non si sono realizzate, rinviando di settimana in settimana la possibilità di rientrare o comunque di fruire di altri spazi.
Noi nel frattempo avevamo 600 prodotti alimentari e 250 prodotti per l'igiene personale raccolti il giorno del dono e il 26/11 abbiamo raccolto 701.9 kg di cibo con la colletta alimentare. Per non lasciare sole le persone che seguiamo e dare senso ai donatori, abbiamo trovato un garage senza corrente elettrica, ma dove stiamo distribuendo viveri e vestiario, visto il freddo che è arrivato. In una situazione del genere, barcamenarsi in promesse e in proclami, le associazioni "Dovranno purtroppo essere allocate altrove per diverso tempo. L'amministrazione è al lavoro per individuare delle soluzioni" significa non riconoscere il lavoro fondamentale del volontariato nel tessuto sociale, sconquassato dalla crisi e dal terremoto, significa depauperare una ricchezza inestimabile.
Per non lasciare gli studenti della scuola di italiano a metà del corso coordinato convenzionato con il 5° CPIA, abbiamo usufruito della sala riunioni della Casa del Volontariato, stiamo cercando di trovare scuole disponibili, ma chiedono contributi economici che noi non possiamo sostenere.