In aumento gli stranieri di prima e seconda generazione che si iscrivono all’università

07/12/2016 di Redazione
 In aumento gli stranieri di prima e seconda generazione che si iscrivono all’università

Nonostante le disuguaglianze fra stranieri e italiani nella scuola restino profonde, nel capitolo "Sicurezza e cittadinanza" del 50esimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, si trovano quest'anno anche alcuni dati incoraggianti. Il numero di "stranieri" - nati in Italia o all'estero - che vogliono proseguire gli studi è in netto aumento.  
Negli ultimi dieci anni, mentre gli universitari con cittadinanza italiana diminuivano complessivamente dell'11,2%, gli "stranieri" iscritti all'università sono aumentati dell'83,7% e nel 2015 hanno raggiunto la quota record di 70.339 persone iscritte. Gli indirizzi preferiti sono legati all'ambito economico-statistico (13.208 iscritti, +143,3% in un decennio), poi ingegneria (11.826 iscritti, +245,2%) e l'indirizzo politico-sociale (7.707, +83,5%).
Il divario nei percorsi scolastici però resta comunque molto forte. A gennaio 2016 - spiega il Censis - i minori stranieri residenti nel nostro Paese erano 1.065.811: 748.000 sono nati in Italia e 317.000 sono nati all'estero. La scuola è probabilmente il luogo privilegiato per l'integrazione e l'inclusione sociale di ragazzi provenienti da famiglie migranti. I risultati scolastici però sono "un primo campanello d'allarme" secondo il Censis, che registra che quasi 98.000 studenti stranieri del ciclo secondario hanno ripetuto uno o più anni: il 7,5% tra chi frequenta le secondarie di primo grado (rispetto al 2,1% degli italiani) e il 12,8% negli istituti di secondo grado (rispetto al 7,1% degli italiani)