Il referendum della CGIL e il parere della Consulta

12/01/2017 di Redazione
Il referendum della CGIL e il parere della Consulta

La Corte Costituzionale ha dichiarato non ammissibile il quesito referendario sul ripristino dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, proposto dalla Cgil. "Continueremo la nostra iniziativa contrattuale e valuteremo di ricorrere alla Corte Europea, perché siamo convinti di aver rispettato le regole" commenta il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. La confederazione sindacale infatti chiedeva il voto referendario sulla norma che tutelava il reintegro del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo. Il Jobs Act del governo Renzi aveva di fatto cancellato l'articolo 18, introducendo il pagamento di un indennizzo.
Per gli altri due quesiti, la ConsuLta ha dato il via libera: la soppressione dei voucher, il buono tagliando per il lavoro accessorio, e l'abrogazione delle leggi che limitano la responsabilità in solido di appaltatore e appaltante per violazioni sulla pelle dei lavoratori. Se il quesito sull'art. 18 fosse stato approvato, avrebbe destabilizzato il governo Gentiloni, con un Partito Democratico pronto a sciogliere le Camere per scongiurare il referendum. Il quesito sui voucher invece è senza dubbio il più delicato, per l'uso smodato che se ne fa, per le conseguenze che genera, precarizzando e umiliando milioni di persone assoggettate ad un tagliandino che avrebbe dovuto far emergere il lavoro nero e non legittimarlo. Il governo, per ricorrere ai ripari, ha annunciato di voler intervenire modificando la norma.
"Siamo molto soddisfatti del risultato relativo ai referendum sui voucher e sulla responsabilità appaltante-appaltatore. Il primo in particolare è di estrema importanza e riguarda una vasta platea di persone. Sull'art. 18 prendiamo atto e rispettiamo la decisione della Corte Costituzionale, aspettando di conoscere le motivazioni nella sentenza, non appena sarà depositata", il commento a caldo del professor Vittorio Angiolini, legale che ha rappresentato le istanze della Cgil di fronte alla Corte, apparso sull'online del Fatto Quotidiano. "Ora sui voucher è necessario che il governo appronti modifiche sostanziali - ha aggiunto - prima del referendum, con la tracciabilità dei voucher c'era già stato un intervento correttivo che però non è stato sufficiente. Anche una nuova normativa che venisse predisposta ora, deve soddisfare il quesito referendario. Lo strumento dei voucher, che è stato introdotto per le prestazioni occasionali e per rendere trasparente il lavoro nero, è stato usato in maniera scorretta e impropria. Serve una modifica che riformi la sostanza dell'istituto".