Radio Luna portavoce del mutuo aiuto, unica alternativa dove le istituzioni non arrivano

05/01/2017 di Redazione
Radio Luna portavoce del mutuo aiuto, unica alternativa dove le istituzioni non arrivano

A Carbonia, nel Sulcis sardo, 5 anni fa si avviò spontaneamente un circolo virtuoso di solidarietà. Come? Una signora disperata chiamò Radio Luna durante la trasmissione di Luciano La Mantia "Mattinando" dicendo di non avere i soldi per pagare le bollette della luce. Da lì, un appello di La Mantia ad aiutarla con donazioni volontarie da depositare presso la vicina edicola. Ne scaturì una catena interminabile, continue le richieste di sempre più persone in difficoltà. Oltre a portavoce dei nuovi bisogni di una popolazione impoverita, Radio Luna è divenuta così capofila di una rete di solidarietà sempre più estesa e sistematica. L'edicola trasformata in punto di raccolta, Simona Pabis da edicolante a distributrice di donazioni: "Quest'anno ho dovuto chiudere, prima che la situazione diventasse troppo complicata. Ma apro ogni giovedì per raccogliere le donazioni", spiega Pabis, "quando raccolgo il necessario vado di persona di casa in casa. In questa scelta ho trovato la mia forza: i bambini riconoscono la macchina e mi corrono incontro, mi fanno un sacco di feste. Ci sono situazioni drammatiche, per questo collaboriamo con la Caritas cittadina e con il centro d'ascolto". C'è chi dona il surplus prodotto dalla propria attività, chi mette a disposizione gratis mezz'ora del proprio tempo, chi contribuisce con anche una piccola somma o un dono, chi partecipa a collette. Tutto per riaccendere un barlume di speranza e togliere qualcuno dalla disperazione di non farcela. L'esempio dimostra senza dubbio la generosità delle persone e l'idea virtuosa seppur antica di aiutarsi a vicenda nei momenti di difficoltà. Purtroppo non basta contare sul sostegno del vicino per risolvere un problema come quello della povertà, sempre più diffuso e da affrontare con alternative sistematiche e a lungo termine. Con le parole di Pabis, "Purtroppo non ci sono fondi. Speriamo che lo Stato prima o poi si decida a venirci incontro" e La Mantia conferma, "Servirebbe investire nelle infrastrutture, prima che tutti i giovani vadano all'estero". Questo è un altro appello, quello alle istituzioni di non far finta di niente lasciando ai singoli la responsabilità completa della propria sopravvivenza.