Il Centro culturale Ararat è sotto sgombero.

23/02/2017 di Redazione
Il Centro culturale Ararat è sotto sgombero.

Il 16 febbraio il Comune di Roma, dopo lo sgombero del Rialto, sede del coordinamento "Acqua Pubblica", ha inviato una lettera di ingiunzione per l'associazione che da anni rappresenta la cultura curda nella Capitale.
Entro 30 giorni, il 18 marzo, gli spazi nel cuore solidale di Testaccio verranno "liberati". In quei giorni le celebrazioni del capodanno tradizionale, il Newroz. Il tutto corredato "dalla richiesta di cifre esorbitanti per gli anni passati da parte dell'Amministrazione".
"Il centro Ararat è uno spazio interculturale punto di riferimento per la comunità curda che vive a Roma ma non solo: organizziamo iniziative con associazioni italiane, progetti con alcune facoltà romane, come la vicina Architettura, cene, mostre fotografiche, lavoriamo per la diffusione del cinema curdo, insegniamo balli tradizionali, teniamo corsi di lingua curda" spiegano dal centro. "Non solo abbiamo raccolto e inviato aiuti umanitari durante l'assedio di Kobane, dopo il terremoto alcuni curdi sono partiti alla volta di Amatrice per dare una mano alle popolazioni colpite". Continuano poi "Aiutiamo quanti scappano dalla guerra in Italia chiedendo asilo, li indirizziamo alle strutture giuste dove possono essere accolti".
Nel 2009 il Comune di Roma formalizzò la concessione della sede per sei anni. Non venne poi rinnovata, ma l'associazione continuò a pagare regolarmente il canone concordato. La richiesta dello sgombero giunge nonostante il 22 marzo ci sia l'udienza di merito al Tar.

Comunicato Stampa

IL COMUNE DI ROMA VUOLE CHIUDERE IL CENTRO CURDO ARARAT

CONFERENZA STAMPA MARTEDI' 21 FEBBRAIO ORE 12.00 PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO

Continua senza sosta l'attività di desertificazione sociale e culturale intrapresa dal Comune di Roma. Il 16 febbraio scorso è stata inviata un'intimazione a liberare gli spazi del Centro di cultura curda Ararat entro 30 giorni. L'ingiunzione di sgombero è corredata dalla richiesta di cifre esorbitanti per gli anni passati da parte dell'Amministrazione, mentre è ancora in attesa di definizione il provvedimento del TAR, per il quale l'udienza di merito è stata fissata per il 22 marzo 2017.
Il centro Ararat ha sempre pagato le quote concordate con il Comune di Roma. Si tratta quindi di una decisione unilaterale che avviene a fronte di reiterate richieste di incontri per l'individuazione di una soluzione condivisa.
Riteniamo sia particolarmente grave imporre la chiusura a un centro culturale attivo nella diffusione della cultura del popolo curdo, della sua lotta per la libertà con importanti importanti progetti di solidarietà itinere e mentre il tribunale competente non ha ancora preso una decisione
Il centro culturale Ararat ha rappresentato negli ultimi diciotto anni uno spazio aperto, punto di riferimento per la comunità curda nella diaspora, un luogo di pace e convivenza tra diverse culture. In questi anni è stato attraversato da curdi provenienti da tutte le parti del Kurdistan: Ararat ha dato loro accoglienza, integrazione e cultura.
Mentre i curdi in Siria e in Turchia resistono e difendono la loro terra, combattendo per l'umanità contro gli attacchi di Daesh e dell'esercito turco, a Roma si tenta ancora una volta di cancellare un'esperienza fra le più vive e attive della città che vede protagonisti gli esuli curdi.
Daesh nel Rojava (Siria del nord) ha distrutto in maniera mirata le associazioni culturali. Il governo di Erdogan ha chiuso centinaia di organizzazioni della società civile curda. Oggi il Comune di Roma si rende complice di questo genocidio culturale portandolo nel cuore della capitale. E come se non bastasse, la scadenza dei 30 giorni coincide proprio con la settimana in cui cadono le celebrazioni del Newroz, il capodanno curdo.
Molte altre associazioni stanno subendo gli stessi ricatti, ma Ararat resisterà, così come resiste il popolo curdo in tutta la regione del l Kurdistan.
Per queste ragioni lanciamo un appuntamento pubblico, dando appuntamento per una
Conferenza stampa martedì 21 febbraio ore 12.00 Piazza del Campidoglio.

DALLE MONTAGNE DEL KURDISTAN AL CUORE DI ROMA, ARARAT NON SI SGOMBERA