Istat: disoccupazione giovanile alle stelle

02/02/2017 di Redazione
Istat: disoccupazione giovanile alle stelle

242 mila occupati in più su base annua, a dicembre il tasso di disoccupazione è stabile al 12%. Su base mensile invece, la stima dei disoccupati aumenta, segnando un +0,3%, 9 mila persone senza lavoro. + 266 mila lavoratori dipendenti, mentre quelli autonomi scendono di 24 mila unità.
Il dato preoccupante però, rilevato dall'Istat, è la quota di giovani disoccupati, tra i 15 e i 24 anni, che è pari al 40,1%. Un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente, il più alto da giugno 2015. L'incidenza della disoccupazione sul totale dei giovani è del 10,9%. Un ragazzo su dieci è a casa e senza lavoro.
"La disoccupazione giovanile al 40% è la vera emergenza sociale del nostro Paese. Nessun commento ottimistico può accompagnare i dati sugli occupati e sui disoccupati di dicembre 2016 diffusi oggi dall'Istat". La segretaria confederale della CGIL Tania Scacchetti sottolinea "Incrementi di qualche migliaio di occupati a mesi alterni che si distribuiscono volta per volta tra giovani, donne e over 50, rendono drammaticamente evidente che il nostro mercato del lavoro è fermo".
"La riduzione degli sgravi e delle decontribuzioni a pioggia - aggiunge la segretaria della CGIL - sta facendo, mese per mese, calare le attivazioni di nuovi contratti a tutele crescenti. Queste restano positive, ma in forte diminuzione rispetto all'esplosione del 2015. Inoltre, più del 75% delle nuove attivazioni è a tempo determinato, segno che anche quando si creano nuovi posti di lavoro questi sono fragili ed incerti"
La disoccupazione cala tra i 25 - 34enni (-0,9 punti) mentre aumenta per le altre fasce di età. Analizzando i dati Istat, emerge un elemento ulteriore,  che l'aumento dell'occupazione riguarda soprattutto gli over 50. Nella classi tra i 15 e i 49 anni, il numero degli occupati si è ridotto di 168 mila unità nel 2016 ( tragica è la situazione per i 39 - 49 con - 149 mila unità) mentre gli ultracinquantenni occupati sono aumentati di 410 mila unità. Aumenta chi cerca lavoro, si registra una crescita della ricerca di lavoro, raffrontando i dati. Calano quindi gli inattivi (- 478mila) ma aumentano i disoccupati (+144 mila).
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha commentato: "La forte diminuzione degli inattivi vede infatti una significativa crescita degli occupati e l'aumento anche delle persone che cercano attivamente lavoro. Unito agli aumenti già registrati nei periodi precedenti, l'incremento registrato anche nel 2016 porta a 602mila il numero degli occupati in più a partire dal febbraio 2014, 440mila dei quali sono lavoratori stabili".
In Europa la situazione invece migliora, mentre l'Italia è l'unico grande paese dell'Unione che non cresce: a dicembre il tasso di disoccupazione nella zona euro è diminuito, dal 9,7% al 9,6% a novembre. Pensare che a dicembre 2015 le percentuali erano ben più alte, 10,5%. Stavolta per l'Unione europea si tratta del dato più basso dal 2009.