Stefano Cucchi, chiesto il processo per i carabinieri coinvolti nel caso della sua morte

16/02/2017 di Redazione
Stefano Cucchi, chiesto il processo per i carabinieri coinvolti nel caso della sua morte

La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di Alessio Di Bernardo, Raffaele D'alessandro, Francesco Tedesco, Roberto Mandolini e Vincenzo Nicolardi, i carabinieri coinvolti nel caso della morte di Stefano Cucchi. A firmare la richiesta, dopo la chiusura dell'inchiesta bis sulla morte del giovane geometra romano, il procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone e il pubblico ministero Giovanni Musarò.
Omicidio preterintenzionale e abuso di autorità, falso nella stesura e nella compilazione del verbale di arresto e calunnia. All'epoca dei fatti, il maresciallo Roberto Mandolini, era comandante della stazione Appia dei carabinieri, dove venne convalidato l'arresto di Stefano Cucchi.
Era il 15 ottobre del 2009 per l'esattezza, in via Lemonia, con 28 grammi di hashish e qualche grammo di cocaina, il geometra romano venne arrestato.
Il giorno dopo, una sera passata nella cella di sicurezza della caserma Appio Claudio, Stefano Cucchi era ridotto in condizioni penose con lividi ed ematomi al volto.
Arrivata la convalida dell'arresto da parte del giudice, il ragazzo veniva rinchiuso nel carcere di Regina Coeli. Il 17 ottobre fu trasportato all'ospedale Fatebenefratelli per essere visitato. Frattura della mascella, emorragia alla vescica, lesioni al torace e alle gambe e due fratture alla colonna vertebrale.
Il 22 ottobre, all'ospedale Sandro Pertini, Stefano Cucchi muore. Il suo cadavere pesava a malapena 40 chili.
12 persone, sei medici e tre infermieri dell'ospedale Pertini, con tre guardie carcerarie, furono rinviate a giudizio nel 2011.
La terza corte d'assise condannava cinque - dei sei medici - e assolveva gli altri imputati.
Giugno 2013, ma dopo un anno, nel 2014, venivano tutti assolti. Nel dicembre del 2015 la Cassazione apriva un nuovo processo d'appello ai cinque medici che verranno poi assolti.