Una firma per il Servizio Civile Nazionale

02/03/2017 di Redazione
Una firma per il Servizio Civile Nazionale

In Italia succedono cose strane. Lo dicono tutti da anni, nel nostro Paese le stramberie sono all'ordine del giorno. Stranezze che la nostra classe dirigente banalizza come normale amministrazione o cavilli burocratici.
Parliamo di un cavillo? Per una firma su un foglio bianco e una penna con cui scrivere Paolo Gentiloni - non è un nome difficile -  i 35 mila volontari del Servizio Civile Nazionale non hanno ancora percepito il "rimborso spese" di gennaio. Niente soldi, fondi bloccati per le sperimentazioni in corso, per i progetti. Il Governo, probabilmente impelagato nelle beghe di palazzo con scontri al vertice, non ha ancora provveduto ad assegnare la delega alle Politiche giovanili e al Servizio Civile.
"Chi governa il Paese deve saper distinguere tra le priorità da assegnare alla dialettica interna al proprio partito e le esigenze dei cittadini, delle imprese, delle organizzazioni sociali di cui ha responsabilità" scrive sulla sua pagina Facebook Enrico Maria Borrelli, il presidente del Forum Nazionale Servizio Civile. "Ci preoccupa il rinvio sine die dell'avvio di decine di progetti, i mancati pagamenti per gli enti che hanno all'attivo progetti per i quali si sono esposti con le proprie ristrette economie".
Ogni volontario percepisce un "rimborso spese" di 433,80 euro (badate, gli 80 centesimi sono indispensabili...) per sei ore giornaliere, cinque giorni alla settimana di "lavoro" nelle trincee del terzo settore. Migliaia gli enti accreditati e tanta la solidarietà che fuoriesce dall'associazionismo italiano, sempre in difficoltà, azzoppato e ridicolizzato dai potentati di turno.
Senza banalizzare, perché sarebbe un colpo al cuore, la solidarietà, la formazione, il sociale non vanno confusi con il lavoro gratuito che va tanto di moda nel Paese dove la disoccupazione giovanile supera il 40%.
Del resto l'abitudine è l'ultima a morire. I programmi per l'occupabilità, Garanzia Giovani in primis, stage e tirocini all'università, l'alternanza scuola lavoro, voucher e tagliandini: quante ne abbiamo passate, addestrati alla precarietà, siamo un enorme esercito di riserva pronto a sgobbare.
Ci meraviglia come il Governo sia corso ai ripari nominando in fretta e furia ad interim - per tre mesi o fino all'arrivo del nuovo capo - Alessandra Gasparri al dipartimento della Politiche giovanili. Ripari, perché i volontari del Servizio Civile Nazionale lamentavano da settimane la mancata delega, da settimane con appelli e comunicati per scuotere dal torpore il Presidente del Consiglio.
"Ma quindi il compenso verrà dato o no? Cioè parliamo chiaro... È assurdo che non sia nemmeno stata comunicata la situazione ad ognuno di noi... I ritardi oltre tutto di quanto possono essere?? Ci sono persone che quel compenso lo usano per arrivare alla sede..." domanda una volontaria del Servizio Civile Nazionale.
"I pagamenti verranno disposti non appena l'iter burocratico di nomina sarà completato ed il Capo Dipartimento entrerà nel pieno delle sue funzioni. Resteremo in costante contatto con l'Ufficio nazionale che, pur non riuscendo a quantificarci il ritardo, ci ha assicurato che ridurranno al minimo i tempi della burocrazia vista l'emergenza e non appena il nuovo Capo Dipartimento sarà nel potere disporrà i pagamenti ai giovani" risponde con una nota la Rappresentanza nazionale volontari di Servizio Civile.
L'Iter burocratico, il fantomatico cavillo che rallenta un'intera macchina - alcuni dicono che entro il 10 marzo la situazione si normalizza, altri invece affermano che i pagamenti arriveranno a fine marzo - senza che le nostre vite e le nostre speranze vengano prese in considerazione. Una stramberia?
Noi intanto aspettiamo che dai bocchettoni dei bancomat esca il nostro "rimborso spese"...