Nasce la Rete #IoDiserto contro il decreto Minniti - Orlando

13/04/2017 di Redazione
Nasce la Rete #IoDiserto contro il decreto Minniti - Orlando

Un'assemblea a Roma sabato scorso - 8 aprile - 200 persone provenienti da tutta Italia; l'esordio in piazza, il presidio davanti al Parlamento - 11 aprile - lanciato da molte associazioni, comitati e realtà del territorio.
"Siamo operatori e operatrici che lavorano e operano nel sociale, presenti in tutte le città del nostro Paese, siamo nella quotidianità nelle periferie, geografiche e sociali, a toccare con mano le conseguenze di queste scelte politiche".
Nasce così la Rete degli operatori sociali contro i decreti Minniti - Orlando, in materia di migranti e di sicurezza e decoro urbano.
"Una Rete che ha deciso di darsi continuità promuovendo assemblee territoriali ma mantenendo e rafforzando anche la dimensione nazionale di collegamento e coordinamento per iniziare a costruire strumenti comuni, una cassetta degli attrezzi, da poter utilizzare nella quotidianità per inceppare il meccanismo securitario e repressivo voluto dall'attuale Governo".
Nel primo decreto, un articolo sancisce il cambio di casacca degli operatori sociali, professione poco riconosciuta e irrimediabilmente accostata all'inferno di Mafia Capitale. Da lavoratori dell'accoglienza a pubblici ufficiali che svolgono un ruolo di controllo verso le persone con cui costruiscono rapporto. "Noi costruiamo faticosamente un rapporto di fiducia con persone convinte che il mondo sia contro di loro - come raccontava un'operatrice in un'intervista apparsa sul sito di ADIF (Associazione Diritti e Frontiere) - se ci trasformiamo in coloro che comunicheranno le decisioni, spesso negative, delle loro richieste di protezione, questo rapporto salterà. Diventeremo parte dei  tanti che li hanno sfruttati durante il viaggio. Non ci stiamo e per questo diserteremo da questa oscena richiesta".
Giocando con il verbo disertare infatti, gli operatori autoconvocati hanno lanciato l'hastag #IoDiserto per promuovere una campagna di sensibilizzazione e di contrasto alle politiche del governo Gentiloni.
"Vogliono che diventiamo anello della catena di controllo sociale e repressivo. Siamo l'anello debole di questa catena, proprio per questo possiamo agire una potenza enorme nel resistere e nel far inceppare il meccanismo securitario - in una nota della Rete degli operatori sociali contro i decreti Minniti -Orlando - Abbiamo bisogno di strumenti comuni, legali e giuridici, sociali e politici; una dimensione, questa, che può essere costruita insieme a molti altri e dentro a quella campagna culturale, sociale e politica di cui si vedono già le premesse e di cui saremo dei motori".
Un impianto da contestare, una critica radicale da cui ripartire. "La restrizione dei diritti di alcuni diventa la restrizione delle libertà di tutti, minare il diritto d'asilo significa compromettere il diritto alla vita. L'istituzione di 'tribunali speciali' per migranti, il diritto differenziale a seconda della 'categoria sociale' di appartenenza, il confino urbano che può essere agito dal Sindaco e dal Questore nei confronti delle persone che 'minano il decoro urbano' utilizzando il mini - daspo, sono solo gli strumenti più eclatanti, significativi di un disegno più ampio. Il messaggio è chiaro: nessuno è uguale alla legge".