Ius soli arenato al senato

14/09/2017 di Redazione
Ius soli arenato al senato

Nuovo rinvio per lo Ius soli. Il ddl sulla cittadinanza per i figli dei migranti non compare nel calendario dei lavori dell'Aula del Senato del mese di settembre. E' quanto si apprende al termine della Conferenza dei Capigruppo di Palazzo Madama, convocata per decidere proprio il calendario dei lavori dell'Assemblea. Il ddl in questione, che  introduce la possibilità di richiedere la cittadinanza ai figli di immigrati nati nel territorio italiano secondo gli istituti dello ius soli temperato e dello ius culturae, viene così rimandato lasciando migliaia di giovani (stranieri ?) senza il riconoscimento di diritti (e doveri, perché spesso viene dimenticato che l'essere cittadini italiani comporta anche dei doveri). Quella che si viene sempre di più a configurare come una battaglia di civiltà, oltre che ad una chiara presa di coscienza della realtà che ci circonda e dei tempi in cui viviamo, si trova a dover superare lo scoglio della maggioranza al senato, maggioranza che, come dichiarato dal presidente dei senatori del pd Luigi Zanda, attualmente non c'è. Queste le sue parole : "per approvare una legge serve una maggioranza che ora al Senato non c'è. Io confido che il lavoro politico che si farà nei prossimi giorni e settimane porti a una soluzione positiva del problema". Ma forse ciò che manca più di ogni altra cosa è il coraggio di farsi portatori con forza del riconoscimento di diritti che non possono più aspettare, concetto espresso dal ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, lo stesso che ad agosto aveva ampiamente criticato le politiche migratorie del ministro Minniti  "Il dietrofront al senato sullo ius soli è certamente un atto di paura grave". Critiche condivise anche dal segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra "Ancora una volta il Governo fa marcia indietro su un tema che è innanzitutto un principio di civiltà. Il rinvio dell'approvazione dello Ius Soli è un atto grave che dimostra debolezza culturale e politica sulle questioni legate all'integrazione di persone che risiedono stabilmente nel nostro Paese e di cui si sentono pienamente cittadini". Prova invece a rasserenare gli animi il Premier Gentiloni che da Corfù,al termine del bilaterale con Alexis Tsipras, dichiara a proposito di ius soli "Non devo ricordare quando finisce e quando inizia l'autunno: è consapevolezza acquisita. Resto alle parole che ho detto alcune settimane fa. Siamo ancora in estate, l'impegno che abbiamo descritto rimane. E' un lavoro da fare". Tuttavia finché la sensazione attorno a questo ddl rimarrà quella di un provvedimento  imbrigliato nella paura e nel clima incandescente creatosi attorno alla questione immigrazione risulta difficile avere fiducia. Intanto migliaia di giovani nati e cresciuti in Italia aspettano e sperano, sperano che alla fine il buon senso abbia la meglio su paranoie identitarie figlie di non-valori per cui non ci può essere spazio in uno stato democratico nel 2017. Occorrerebbe ribadirlo in maniera chiara e decisa. Nella speranza che i primi a dare questo esempio siano i facenti parte della classe politica, magari non rinviando ulteriormente questa discussione.