Dati Istat sul lavoro: cala la disoccupazione ma aumentano i precari

05/10/2017 di Redazione
Dati Istat sul lavoro: cala la disoccupazione ma aumentano i precari

Il tasso di disoccupazione nel mese di agosto scende dall'11,6% dell'anno prima all'11,2% di quest'anno, così come scende la disoccupazione giovanile, che passa dal 37,3% al 35,1%. In riferimento ai numeri concreti, i dati di agosto ci parlano di 36mila occupati in più (+ 0,2%) rispetto a luglio 2017 e 375mila in più rispetto ad agosto 2016. Questa crescita ha interessato tutte le fasce di età, ad eccezione delle persone dai 35 ai 49 anni, e si è basata fondamentalmente sulla componente femminile e sui lavoratori a termine.

Il dato più sorprendente riguarda proprio le donne, la cui occupazione è cresciuta fino al 48,9% nel mese di agosto. Nonostante questi risultati siano positivi, la condizione generale delle lavoratrici rimane critica, soprattutto se confrontata con quella maschile, dove l'occupazione raggiunge il 67,5%. Rispetto al mese di luglio rimangono stabili i lavoratori permanenti, mentre sono ancora in lieve calo gli indipendenti. Si riduce anche il numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni ( 9mila in meno rispetto al mese precedente).

Chi beneficia di più di questa situazione sono i lavoratori ultracinquantenni (+354mila); aumentano più moderatamente anche i lavoratori di età compresa tra i 15 e i 34 anni (+167mila), mentre calano quelli tra i 35 e i 49 anni. Il ministro del Lavoro Poletti ha commentato positivamente i dati Istat, facendo riferimento in particolare allo stretto collegamento tra la crescita dell'occupazione e la crescita economica. Il dato più incoraggiante, secondo il titolare del Ministero, è quello relativo al calo degli inattivi, che diminuiscono di 391mila unità rispetto all'anno precedente e di 921mila rispetto a febbraio 2014. Soddisfatto anche il segretario del Partito Democratico Mattero Renzi, che attribuisce questi risultati positivi agli effetti del Jobs Act.

Altre voci hanno offerto interpretazioni diverse rispetto ai dati diffusi. Ad esempio la Cgil dice che si tratta di "una ripresa fragile, congiunturale, fondata su un incremento dell'occupazione che è in grossa parte precaria e che non premia i giovani". Più favorevole Confcommercio, che parla di segnali positivi riguardo al livello occupazionale, non troppo lontano da quello del 2008; nonostante questo ammette che rimangono ancora delle criticità, in particolare per il lavoratori tra i 35 e i 49 anni e per gli indipendenti. "Dati positivi, ma insufficienti. Fino a che su base annua si migliora dello zero virgola non ci potrà essere quella ripresa economica e quella svolta che serve al Paese" sostiene Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "Per ripartire veramente bisogna ridare capacità di spesa agli italiani. Fino a che i consumi restano al palo e la domanda interna non tira, le imprese possono certo salvarsi esportando, ma non assumeranno nuovi lavoratori" conclude Dona.