L’Istat pubblica il Rapporto Annuale sull’immigrazione

20/10/2017 di Redazione
L’Istat pubblica il Rapporto Annuale sull’immigrazione

L'Istituto nazionale di statistica ha pubblicato il rapportoCittadini non comunitari: presenza, nuovi ingressi e acquisizioni di cittadinanza. Al primo gennaio 2017 il numero di cittadini non comunitari che hanno un permesso di soggiorno in Italia è di 3.714.137. Per la prima volta questo dato ha subito una contrazione: nel 2016, infatti, erano 3.931.133 i cittadini extra UE ad avere un permesso di soggiorno in Italia. Il calo registrato nell'ultimo anno è dovuto in larga parte ai nuovi sistemi di rilevazione, che hanno consentito di ripulire l'archivio da una serie di persone che negli ultimi anni sono diventate cittadini italiani, e alla diminuzione dei flussi.

Nel 2016 sono stati rilasciati 226.934 nuovi permessi, il 5% in meno rispetto all'anno precedente. Ma il dato che colpisce di più è l'aumento record dei rilasci di documenti per l'asilo politico e per la protezione internazionale, che arrivano a 77.924 in totale, ovvero circa un terzo delle persone che hanno ottenuto il permesso di soggiorno. La maggior parte di queste persone provengono da Nigeria, Pakistan e Gambia. Un altro aspetto interessante è il calo dei nuovi arrivi per lavoro (12.873, ovvero il 41% in meno rispetto al 2015), che riguarda più che altro figure professionali provenienti dagli Stati Uniti e dall'India; aumentano, invece, gli ingressi che hanno come motivo il ricongiungimento familiare (45,1%).

Le nazionalità predominanti tra gli immigrati vedono in testa Marocco, Albania, Cina, Ucraina e Filippine; tuttavia, rispetto agli anni precedenti, la presenza di queste nazionalità ha conosciuto un calo sostanziale dovuto in larga parte all'acquisizione della cittadinanza, segno evidente di una maggiore stabilizzazione sul territorio. Infatti, nel 2016 sono diventati italiani 184.638 cittadini extra Ue (+16% rispetto al 2015). Si tratta in particolare di chi ha ottenuto il passaporto per residenza e di chi, nato in Italia, ha acquisito la cittadinanza al compimento della maggiore età.

I nuovi italiani hanno prevalentemente origine albanese e marocchina (37mila i primi, 35mila i secondi). Molto più contenuti numericamente invece quelli che hanno radici indiane, bengalesi, pachistane e macedoni. L'incremento dell'acquisizione della cittadinanza ha interessato soprattutto i giovanissimi; nel 2016, infatti, bambini e ragazzi di età inferiore ai 20 anni rappresentano il 41,2% dei nuovi italiani. Le donne nell'ultimo anno rappresentano il 40% dei flussi, anche per effetto della quota consistente di profughi e richiedenti asilo (88,4% di questi sono maschi). Invece resta alta la componente femminile per quanto riguarda gli ingressi per motivi di studio e familiari.