Le Ong chiedono a Tsipras di interrompere le politiche di contenimento

27/10/2017 di Redazione
Le Ong chiedono a Tsipras di interrompere le politiche di contenimento

Sono state 19 le organizzazioni per i diritti umani e per l'aiuto umanitario che hanno richiesto al primo ministro greco Alexis Tsipras di terminare la politica di contenimento portata avanti finora e che trattiene i richiedenti asilo sulle isole dell'Egeo. Migliaia di uomini, donne e bambini vivono in condizioni sempre peggiori senza avere la possibilità di muoversi, mentre vorrebbero richiedere asilo in altri paesi.

Queste persone devono essere trasferite e deve essere garantita loro la protezione di cui hanno bisogno, oltre ad una sistemazione ed un facile accesso ai servizi di cui necessitano. Nonostante le organizzazioni riconoscano gli sforzi compiuti dalla Grecia a favore dei migranti e dei richiedenti asilo e nonostante le medesime organizzazioni abbiano più volte invocato un intervento attivo da parte dell'Unione europea a sostegno del paese greco, la situazione che si è determinata è comunque inaccettabile.

Dopo il patto stretto tra Unione europea e Turchia le isole greche sono diventate dei veri e propri luoghi di confino per i richiedenti asilo, che in alcuni casi sono stati trattenuti anche per diciannove mesi. La situazione negli hotspot è sempre più difficile, soprattutto in quelli di Samo e Lesbo dove il sovraffollamento ha raggiunto livelli preoccupanti. Molte persone a Lesbo vivono all'interno di tende o container, prive di un accesso sicuro all'acqua, al cibo e alle cure mediche. Questo quadro è ancora più duro per i soggetti più deboli, come i disabili e le donne incinta, per i quali queste condizioni diventano insostenibili.

Alcune organizzazioni per i diritti umani e alcune organizzazioni umanitarie non governative, tra cui Medici Senza Frontiere e Human Rights Watch, hanno documentato l'impatto devastante che questa situazione produce a livello mentale su queste persone, con esiti spesso drammatici. La politica di contenimento condotta finora ha esacerbato questo malessere psicologico diffuso tra i migranti, i quali, peraltro, non possono ricevere assistenza neppure su questo fronte. Casi di suicidio o depressione sono aumentati in modo preoccupante. È per questo che è necessario intervenire in modo rapido e perentorio, restituendo dignità e speranza a queste persone.