MEDU pubblica la mappa interattiva sugli esodi

13/10/2017 di Redazione
MEDU pubblica la mappa interattiva sugli esodi

MEDU pubblica la mappa interattiva sugli esodi

La mappa interattiva realizzata da Medici per i Diritti Umani ( http://esodi.mediciperidirittiumani.org/en/ ) si basa su duemilaseicento testimonianze raccolte nell'arco di quattro anni, di cui più della metà soltanto nel 2017. Questa mappa costituisce un altro strumento per raccontare il viaggio compiuto dai migranti, dall'Africa subsahariana fino all'Italia. Le rotte affrontate sono piene di difficoltà, violenze e tragedie, raccontate dai tanti sfortunati protagonisti che le hanno compiute.

La situazione è molto cambiata recentemente, soprattutto per via degli accordi tra Italia e Libia, che hanno di fatto impedito le partenze dal paese nordafricano bloccando il flusso di migranti. Di conseguenza si è registrata una situazione sempre più critica in Libia, dove episodi di violenza e soprusi sarebbero all'ordine del giorno nei vari centri di detenzione. Tutto ciò ha comportato il peggioramento delle condizioni di uomini, donne e bambini che attraversano il paese africano con la speranza di raggiungere l'Europa e che, invece, si ritrovano bloccati e costretti a subire trattamenti disumani.

I centri di detenzione gestiti dal governo libico di Al Sarraj ospitano attualmente un numero compreso tra le seimila e le quindicimila persone, ma tante altre sono in mano a bande criminali, trafficanti e milizie. Tutto ciò dimostra che gli accordi stretti tra Italia e Libia, condivisi largamente dall'Unione europea, hanno certamente provveduto a fermare le partenze dalle coste libiche, ma al tempo stesso hanno fallito un altro obiettivo che doveva essere perseguito, ovvero il miglioramento delle condizioni di vita dei migranti.

I dati che Medici per i Diritti Umani ha raccolto negli ultimi quattro anni sono raccapriccianti. L'85% dei migranti che ha raggiunto la Libia ha ricevuto torture e trattamenti inumani e degradanti, il 79% è stato detenuto in luoghi sovraffollati e con pessime condizioni sanitarie, il 60% ha subito la mancanza di cibo, acqua e cure mediche, mentre il 55%  è stato vittima di violenze di vario tipo. Ma le testimonianze dei migranti raccontano ancora meglio quello che sta avvenendo in Libia ed è per questo che è quanto mai urgente e necessario un intervento dell'Italia, dell'Unione europea e della comunità internazionale.