Rom: maledetti dal popolo, celebrati nell'arte

05/10/2017 di Redazione
Rom: maledetti dal popolo, celebrati nell'arte

Prime notizie

Le prime raffigurazioni di zingari in pittura risalgono al loro arrivo in Europa nell'XI secolo. Gli affreschi del Monastero di S. Nicola in Montenegro, realizzati nel XIV secolo, li mostra come suonatori di tapan e di zurla. In Italia il primo documento che attesta la loro presenza è la Cronaca di Bologna (1422). Inizialmente il soggetto zingaro è stato rappresentato come chiromante o suonatore; successivamente si sono sviluppate altre interpretazioni che hanno mostrato sfaccettature e aspetti diversi e anche più elaborati. Diversi artisti italiani, dal Quattrocento fino all'età moderna, si sono cimentati in questa impresa artistica. Uno dei miti fa riferimento a un capitano di ventura esplicitamente definitozingaroe spuntato dai carboncini di Leonardo da Vinci.

 

Deformazione, maledizione e celebrazione

Le raffigurazioni dello zingaro sono state segnate da una tendenza a concepirlo come un mostro, un soggetto alieno deforme, personificazione di un'essenza maledetta ed eroica allo stesso tempo. Prima di tutto occorre specificare che l'appellativo zingaro discende dall'espressioneathingano/intoccabile, tribù nomade pagana presente nella Grecia dell' VIII secolo. Gli zingari, originari dell'India settentrionale, provengono dalla Persia/Armenia e ancora oggi utilizzano l'idioma sanscrito. Famosi come chiromanti, forgiatori di armi e orafi, quando si spostano nell'Europa cristiana del Sacro Romano Impero vengono giudicati eretici e comincia la loro persecuzione. Diventano bersagli di violenze e repressioni, ma al tempo stesso l'immagine dannata e mitica che si costruisce intorno a loro stimola la produzione artistica. Vengono spesso rappresentati nei campi di battaglia perché, anche se privi di una patria da difendere, non di rado erano assoldati come mercenari, in quanto venivano giudicati molto abili con le armi.

 

La buona ventura

Un tema che ha ispirato molti artisti è quello della chiromanzia. Hieronimus Bosch è il primo pittore a proporre un esempio diBuona ventura, collocata nel famoso dipinto intitolatoTrionfo del Carro di fieno, dove è centrale l'elemento allegorico dell'atto divinatorio. Anche Caravaggio si cimenta in questa sfida artistica. Va notato che nel suo dipinto la chiaroveggente è intenta a sfilare l'anello del mal capitato mentre gli legge la mano e il linguaggio sacro-metaforico si tramuta in condanna morale.

 

Madonne zingare

La maternità zingara nasce dal confronto con la maternità sacra. La madre zingara incarna il messaggio di amore universale della Madre Misericordiosa, che si arricchisce dei valori aulici suggestivi che derivano dal pauperismo di queste viandanti. Otto Mueller porta a compimento un rinnovamento iconografico trasferendo la maternità romanì nei panni della Madonna, come nell'opera Vierge Tzigane.

L'accampamento

Vincent Van Gogh è stato uno tra i primi interpreti che ha dato spazio alla "città dei Rom", ovvero un luogo dove rendere eterni bellezza e sublime. Nel Bivacco degli Zingari si rievoca il sogno gitano: una cinta di carrozze delimita uno spazio circolare dove si collocano i vari membri del clan, ognuno dei quali esprime attraverso la sua libertà d'animo il legame con la natura. Anche Giuseppe Palizzi, inZingaricattura un'arcadia felice in cui ci si immerge nell'armonia di un bosco e nella vita all'aperto, là dove vivono i "figli della  natura".

Articolo originale di Bruno Morelli