L’Italia finisce nuovamente davanti alla Corte europea

27/07/2018 di Redazione
L’Italia finisce nuovamente davanti alla Corte europea

Ancora una volta Asgi e Arci trascinano l'Italia davanti la Corte europea per i diritti dell'uomo con un ricorso per rimpatri illegittimi. Questa volta le vittime sono state sei cittadini tunisini, trattenuti prima nell'hotspot di Lampedusa e Pozzallo, per poi essere rispediti indietro nel paese che avevano abbandonato. I fatti risalgono al periodo tra ottobre 2017 e maggio 2018, quando sarebbero stati violati diversi articoli della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo.

I tunisini sono stati identificati senza aver mai ricevuto informazioni sulla possibilità di richiedere asilo; senza sapere nulla sulla loro condizione giuridica, sono stati classificati come migranti economici e subito dopo sono partite le procedure per il rimpatrio. Anche quest'ultima fase è stata eseguita in modalità molto discutibile, con trattamenti probabilmente disumani e degradanti.

Inoltre, c'è il rischio che sia stata attutata una pratica discriminatoria sulla base della nazionalità, che non tiene conto del fatto che il diritto d'asilo è un diritto soggettivo. Il respingimento è stato effettuato senza ulteriori formalità, vietando anche il divieto di espulsioni collettive.

In particolare, Asgi e Arci denunciano il clima che si è formato dopo l'insediamento del governo, che non mostrerebbe sufficiente attenzione al rispetto dei diritti e della vita delle persone; si riscontra, piuttosto, una retorica dell'invasione e dell'emergenza lontana dalla realtà dei fatti. La capacità dei cittadini stranieri di difendersi si è ridotta in modo allarmante e sembrano profilarsi percorsi paralleli che comportano trattamenti diversi e più svantaggiosi per i migranti.