
Alla manifestazione No Kings Italy anche «La marcia degli invisibili» promossa dal TAI
In trecentomila sabato 28 marzo per dire no all’autoritarismo, alla guerra, al
riarmo, al genocidio ma anche un no al governo. Una manifestazione che si è
svolta in contemporanea, nella stessa giornata, anche in altri Paesi, come Stati
Uniti e Regno Unito, con l’evento “Together” del Regno Unito e soprattutto il il
No Kings-Day negli Usa che ha coinvolto milioni di cittadini in più di tremila
cortei e sit-in. Una protesta, quella americana, diretta contro Donald Trump,
accusato di autoritarismo, di destabilizzazione dell’economia mondiale e di aver
scatenato la guerra contro l’Iran assieme ad Israele.
A Roma il corteo è sfilato da Piazza della Repubblica fino a San Giovanni, ma poi
è proseguito attraverso il quartiere San Lorenzo fino al Verano bloccando, ma
solo per l’attraversamento, la tangenziale. Il tutto pacificamente, con bandiere
ed emblemi di tanti movimenti, politici, pacifisti, antirazzisti, e soprattutto con la
presenza di tanti giovani dei movimenti studenteschi.
La manifestazione è stata preceduta da un corteo, partito due ore prima e poi
confluito a Piazza della repubblica, delle associazioni aderenti al Tavolo Asilo e
Immigrazione, che hanno rimarcato le vertenze e le azioni in atto nella tutela dei
migranti e della difesa dei loro diritti: chiusura dei Centri per il Rimpatrio,
cancellazione del Protocollo Albania e del Memorandum con la Libia, no alla
criminalizzazione delle ONG, no al Patto Europeo e alla restrizione del diritto
d’asilo. Un’iniziativa che è stata chiamata “La marcia degli invisibili” per
richiamare l’attenzione sul tema della cittadinanza agli immigrati, sulle
condizioni di quanti sono “sospesi” dai disastri dei fallimentari decreti flusso, o
dai ritardi amministrativi per i rinnovi dei permessi di soggiorno. Tanti i
braccianti migranti presenti e sostenuti dalla CGIL.
